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Galliani: “Covid un incubo, ho temuto di morire. Berlusconi mi scriveva sempre”

Daniele Vitiello

Le parole dell'amministratore delegato del Monza che ha sconfitto di recente il Covid ed è tornato a casa

"Adriano Galliani ha sconfitto il Covid ed è tornato a casa. L'amministratore delegato del Monza ha vissuto giorni difficili dopo la positività riscontrata in contemporanea con Beppe Marotta, col quale era stato a contatto qualche giorno prima di avvertire i primi sintomi. Per fortuna è tutto passato per entrambi e il noto dirigente ha potuto raccontare le sue sensazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Mi sento molto meglio. Da domenica 7 marzo al 17 sono stato in terapia intensiva. I dieci giorni più lunghi della mia vita. È vero, è stato un incubo. Non vedevo nulla, avevo davanti a me solo un muro. Il reparto di terapia intensiva non ha finestre. All’interno ci sono solo letti. Pensi che non c’è nemmeno il bagno. Se ho avuto paura? Le dico con molta franchezza che ho temuto di morire. Insomma, non è stata una passeggiata di salute. Aggiunga un altro elemento: soffro di claustrofobia. L’ascensore mi dà ansia. Pensi allora cosa possa essere per un claustrofobico non vedere la luce per dieci giorni? Detto questo, mi faccia ringraziare i meravigliosi infermieri, medici. Al San Raffaele ho trovato una umanità pazzesca».

"Il tempo in ospedale sembrava non passare mai: «Stavo ore a guardare il cielo e già questo mi riempiva il cuore. Un’altra vita. Certo, restavano le punture, l’aerosol, i fastidi, ma vedevo il cielo. Chi mi è stato più vicino? Berlusconi e la mia famiglia. Mi scriveva continuamente, mi mostrava il suo affetto, era preoccupato per me. Vedevo le sue chiamate anche quando non potevo rispondere per la stanchezza. Adesso sono a casa mia a Milano. Stamane quando mi sono svegliato ho provato una gioia infinita. La mia prima doccia dopo tre settimane. Lei dirà: “Ma Galliani è scemo?”. Dopo aver visto la morte si apprezzano anche le cose più banali».

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