FC Inter 1908 Ultima ora Gds - Zero contatti Rocchi-Inter, inchiesta finita nel nulla: solo rumore social. E Chiné dovrebbe…

Gds - Zero contatti Rocchi-Inter, inchiesta finita nel nulla: solo rumore social. E Chiné dovrebbe…

Gianni Pampinella
L'indagine penale della Procura di Milano sull’inchiesta arbitri è finita con una archiviazione. Il punto della Gazzetta dello Sport

Tre mesi dopo gli avvisi di garanzia, l'indagine penale della Procura di Milano sull’inchiesta arbitri è finita con una archiviazione. Adesso tutto passa alla Procura Federale. Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Arianna Ravelli fa il punto su un'inchiesta che fin dall'inizio ha palesato molte lacune.

"L’inchiesta sugli arbitri, che era partita con degli improvvidi paragoni con Calciopoli, è finita in nulla. Per mesi il racconto è stato quello di un nuovo possibile terremoto che potesse scuotere dalle fondamenta il mondo del calcio. L’Inter solo evocata (ma non indagata, poi indagata last minute per essere contestualmente archiviata), il sistema arbitrale sotto osservazione, Gianluca Rocchi costretto ad autosospendersi e a perdere il proprio ruolo. L’ombra era quella delle grandi inchieste che hanno cambiato la storia del nostro calcio. Niente di tutto ciò. Di cosa abbiamo parlato, dunque? Non di telefonate tra dirigenti di club e il designatore arbitrale. Non di contatti occulti o di relazioni improprie".

"Ma delle telefonate dei club con un componente della struttura arbitrale il cui compito era proprio quello di mantenere i rapporti con le società, quindi ascoltarne anche le inevitabili lamentele, e riferirle al designatore. Scocciature? Sicuro, come ha ammesso lo stesso Rocchi in interrogatorio. Qualunque tifoso (e qualunque dirigente) è convinto di poter rivendicare innumerevoli torti rispetto ai concorrenti. Ma se tutte le lamentele per trattamenti supposti non equi e le conseguenti rotture di scatole dovessero configurare un illecito penale, saremmo testimoni di decine di reati al giorno".

"Le inchieste non producono effetti solo quando arrivano a sentenza. Li producono anche nel momento in cui nascono. Rocchi si è autosospeso e ha pagato un prezzo professionale alto. L’archiviazione, per sua natura, fa molto meno rumore dell’apertura di un’indagine. Per questo la responsabilità di chi indaga è enorme. Non perché non debba indagare: al contrario. Lo deve fare sapendo però che quando si evocano sistemi, frodi, condizionamenti degli arbitri, si mette in moto una macchina che difficilmente torna indietro. L’importante, vale per tutti, è non trasformare la giustizia in tifo. L’impressione è che a un certo punto sul resto abbia prevalso un certo rumore di fondo social (è stato evocato anche l’ex presidente Gravina senza che niente di concreto lo riguardasse)".

"Ora tocca alla giustizia sportiva che agirà nella sua autonomia (che, per inciso, tutti noi difendiamo). E se è certamente vero che esistono comportamenti che in astratto, pur non costituendo reati, sono illeciti disciplinari, forse sta sfuggendo un dettaglio: in questo caso concreto, a differenza di altri procedimenti, la giustizia ordinaria è già arrivata alle sue conclusioni escludendo che ci siano i presupposti per la frode sportiva. Quindi per esercitare l’azione disciplinare, il procuratore Chiné dovrebbe rivedere completamente la lettura dei fatti della Procura di Milano e ribaltarne le conclusioni, e ritenere che Rocchi, assieme a qualcun altro, abbia inquinato le designazioni per favorire qualcuno Possibile ma non proprio probabile. Un’archiviazione bis sembra la soluzione più logica".

(Gazzetta dello Sport)