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Guardian - Manchester City, per le rivali la retrocessione in Championship non basta: “Chiedono che..."

Alessandro Cosattini
Le rivali di Premier League vogliono una sanzione pluriennale per il Manchester City e la retrocessione in Championship è considerata insufficiente.

Le rivali di Premier League vogliono una sanzione pluriennale per il Manchester City e la retrocessione in Championship è considerata insufficiente come punizione. Lo fa sapere The Guardian, autorevole quotidiano britannico. “La Premier League subirà pressioni da parte delle rivali del Manchester City affinché venga applicata una sanzione che comporti una prolungata esclusione dalla massima serie, dopo che il club è stato riconosciuto colpevole di oltre 100 violazioni delle norme finanziarie.

Dirigenti di diversi club della Premier League hanno riferito al *Guardian* che una penalizzazione in classifica tale da relegare il City in Championship per una sola stagione risulterebbe insufficiente, data la portata di quello che una commissione indipendente ha definito un "sistema di finanziamento occulto" e una serie di "accordi commerciali fittizi", grazie ai quali il club ha potuto gonfiare artificialmente i propri ricavi di 900 milioni di sterline tra il 2009 e il 2018.

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Le tempistiche e non solo

[…] In base alle nuove norme della Premier League introdotte questa stagione, l'udienza di appello deve concludersi entro 12 settimane dalla scadenza di venerdì prevista per la presentazione del ricorso; il collegio avrà poi ulteriori 30 giorni per emettere la sentenza, il che significa che la decisione dovrebbe arrivare entro la fine del prossimo gennaio.

Sebbene non vi sia ancora conferma, l'udienza sulle sanzioni potrebbe svolgersi nello stesso arco temporale, anche se l'esito non verrà reso pubblico fino alla conclusione dell'appello. Il City potrebbe inoltre impugnare successivamente le sanzioni inflitte dalla commissione.

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È anche possibile che il club ritardi ulteriormente l'iter sostenendo che le nuove tempistiche accelerate della Premier League non debbano trovare applicazione, dato che sono state introdotte solo in questa stagione, mentre le accuse a suo carico riguardano fatti pregressi.

Il club è già riuscito a ritardare la pubblicazione della "decisione fondamentale" della commissione, resa nota infine martedì al termine di una procedura di ricorso.

In qualità di accusa, la Premier League ha facoltà di richiedere la sanzione ritenuta opportuna durante l'udienza dedicata, nella quale anche il City potrà esporre le proprie argomentazioni prima che la commissione prenda una decisione.

La posizione della Premier League in merito alle sanzioni sarà definita in modo indipendente dai club dal consiglio di amministrazione, composto dalla presidente Alison Brittain, dall'amministratore delegato Richard Masters e da tre amministratori non esecutivi indipendenti: Mai Fyfield, Dharmash Mistry e Matthew Ryder KC.

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La retrocessione non basta

La commissione dispone di un'ampia gamma di sanzioni, tra cui la penalizzazione in classifica, il blocco del mercato e l'espulsione dalla Premier League. Secondo la commissione indipendente, data la gravità delle violazioni contestate al City, non esistono precedenti paragonabili. Il club si dichiara "innocente rispetto alle accuse mosse dalla Premier League" e afferma che "esiste un corpus completo di prove inconfutabili a sostegno della propria posizione in merito alla vicenda".

"La retrocessione in Championship per una sola stagione sarebbe insufficiente", ha dichiarato una fonte del club al Guardian. "La commissione deve stabilire una punizione proporzionata ad anni di illeciti reiterati e deliberati, fungendo al contempo da forte deterrente contro il ripetersi di tali comportamenti".

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Club rivali in Premier chiari

La Premier League si trova in una posizione delicata, desiderosa com'è di evitare ulteriori azioni legali di massa contro il City da parte di club rivali in cerca di un risarcimento economico. All'inizio di quest'anno, il Burnley ha ottenuto un indennizzo di 35 milioni di sterline in sede di arbitrato dopo aver fatto causa all'Everton in seguito alla violazione delle norme su redditività e sostenibilità (PSR); il club sosteneva che tale infrazione avesse causato la propria retrocessione al termine della stagione 2021-22, creando così un precedente per le società che richiedono risarcimenti a seguito di violazioni regolamentari.

Manchester United, Arsenal, Tottenham e Liverpool si erano riservati il ​​diritto di agire in giudizio contro il City già due anni fa, in caso di verdetto di colpevolezza, e hanno già avviato colloqui informali per valutare se procedere con una richiesta di risarcimento ora che la sentenza è stata pubblicata. Sebbene tali club prenderanno decisioni autonome, l'entità della sanzione inflitta al City potrebbe rivelarsi un fattore determinante per le loro valutazioni”, si legge.

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