Inter, bilancio impressionante: nel 2027 +50 mln? Cambia il mercato. E 3 miliardi è la sfida
Il progetto di bilancio dell'Inter registra il secondo utile consecutivo, pari a €22,7 milioni, a conferma di un consolidamento dei ricavi e di una gestione dei costi rigorosa. Il Club ha raggiunto ricavi per €518 milioni, secondo migliore risultato nella sua storia. Si rafforza, inoltre, la capitalizzazione del Gruppo, con un patrimonio netto che torna positivo per €10,4 milioni.
Con questo comunicato, l'Inter ha ieri acceso il dibattito sui conti nerazzurri. Gianluigi Longari, di Sportitalia, si proietta sul futuro:
"Qui comincia la parte più interessante, partiamo da alcune ipotesi. Nessuna operazione tra gennaio e giugno capace di modificare significativamente l’equilibrio economico costruito durante il mercato estivo. Un percorso in Champions League più lungo anche soltanto di due turni rispetto alla scorsa stagione.
Con queste condizioni, l’Inter potrebbe teoricamente avvicinarsi ai 50 milioni di utile nel prossimo esercizio. Attenzione alle parole: potrebbe. Non farà.
Stiamo parlando di una proiezione costruita su determinate condizioni, non del risultato di un bilancio che verrà approvato tra un anno, E possiamo essere ancora più prudenti.
L’impatto dell’ultimo mercato può essere quantificato indicativamente come leggermente negativo, nell’ordine di una quindicina di milioni. Introduciamo questa variabile, consideriamo gli inevitabili elementi imprevedibili di una stagione e quei 50 milioni possono diventare 35.Resta il concetto: sarebbe ancora utile. E sarebbe il terzo consecutivo.
Stipendi e ammortamenti costituiscono una fetta fondamentale del costo della rosa. Se acquisti un giocatore per 50 milioni con cinque anni di contratto, semplificando al massimo, avrai 10 milioni di ammortamento per stagione. Aggiungi stipendi, plusvalenze, prestiti, entrate e uscite e, quando chiude il mercato estivo, una parte molto significativa dell’esercizio è già scritta.
Poi rimane la variabile che nessun dirigente può inserire con certezza in un foglio Excel: il campo. E soprattutto la Champions League.
Andare avanti significa premi UEFA, botteghino, matchday e altri ricavi. Uscire prima significa perderli. Due turni possono spostare parecchi milioni e trasformare sensibilmente il risultato finale. Ed è qui che arriviamo alla conseguenza che interessa maggiormente il tifoso: sostenibilità non significa austerità.
Un club che genera utili può spendere. Può investire. Può rinforzare la squadra. Semplicemente deve farlo senza distruggere l’equilibrio che ha costruito. Ed è questo forse il più grande merito del lavoro portato avanti dal management nerazzurro: essere riuscito progressivamente a trasformare la sostenibilità da necessità a opportunità.
L’Inter non deve comprare tanto. Deve comprare bene.
E soprattutto deve arrivare al punto in cui una cessione importante sia una scelta tecnica o economica, non una necessità di bilancio.
La differenza è enorme.
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