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GdS – Dall’SMS di Materazzi al rilancio di Mou: Eto’o ha cambiato così la storia dell’Inter

Matteo Pifferi

La Rosea omaggia Eto'o che ieri ha dato l'addio al calcio

Ieri Samuel Eto'o ha annunciato il ritiro dal calcio giocato: il 38enne è stato uno dei protagonisti del Triplete dell'Inter e sin dal suo arrivo in nerazzurro, nel 2009, ha dimostrato di essere l'uomo del destino. "Il camerunese arriva a fine luglio, anno 2009, con Guardiola che lo scarica mentre Ibrahimovic fa il percorso inverso («Grazie a Pep con me l’Inter ha concluso il miglior trasferimento nella storia del calcio», ha raccontato Samuel diversi anni dopo). Dieci milioni di stipendio, un sms di Materazzi per convincerlo a venire a Milano, una telefonata con Branca per mettere in discesa l’affare e poi eccolo alla Pinetina. Ego smisurato e personalità debordante, è l’uomo che sa vincere, il giocatore-squadra che diventa l’uomo del destino dell’Inter di Mou e Moratti: «Giocherò ogni partita come una finale, con me e Milito possiamo vincere tutto», dice appena sbarcato a Linate. Un’esagerazione? Niente affatto. Visto che José lo segue di lì a poco: «Con quel signore lì noi possiamo vincere tutto», rilancia Mourinho dopo la sconfitta in Supercoppa con la Lazio a Pechino riferendosi a Samuel. Ci azzeccano in pieno entrambi. Con il numero 9 sulle spalle il Re Leone gioca 102 partite, segnando 53 reti. Ma è il 2010, che all’Inter fa rima con Triplete, che non si può dimenticare", scrive La Gazzetta dello Sport.

INDIMENTICABILE A STAMFORD BRIDGE - Difficile ricordare un solo momento distintivo per Eto'o ma la partita contro il Chelsea a Stamford Bridge può essere quella indicata per mostrare quanto Samuel si sia messo a disposizione della squadra per un obiettivo comune: Eto'o ha giocato largo a sinistra facendo l'esterno/terzino contro i Blues, segnando anche il gol che ha congelato il discorso qualificazione. Eto'o è stato anche decisivo nella finale di Madrid, in campo ma anche nello spogliatoio, con il discorso motivazionale affidatogli proprio da Mourinho. "Dopo il Triplete alza anche una Supercoppa italiana e un Mondiale per club (questi due trofei con Benitez) più un’altra Coppa Italia (con Leonardo in panchina) segnando 2 gol in finale al Palermo. Poi, nell’estate 2011, il lungo tira e molla per andare dai russi dell’Anzhi. Moratti, quando l’addio è a un passo, gli rende onore: «Se succederà mi mancherà molto, Samuel. È un professionista serissimo, un top player nel vero senso della parola, ha saputo trascinare la squadra nei momenti di difficoltà». Lui saluta così: «Se c’è un Dio in terra, Moratti è Dio». È il 25 agosto 2011. Sono passati 8 anni, ma Samuel resta e resterà sempre l’uomo che ha cambiato il destino e la storia dell’Inter", chiosa la Rosea.