FC Inter 1908 Ultima ora L'Inter ricomincia da 3: nuova linfa per la squadra. La missione? Mettere in difficoltà Chivu

L'Inter ricomincia da 3: nuova linfa per la squadra. La missione? Mettere in difficoltà Chivu

Gianni Pampinella
In casa Inter c'è un trio che può assicurare nuova linfa vitale ad una squadra che ha bisogno di gioventù

Pio Esposito, Yann Bisseck e Andy Douf. Sono i tre grandi protagonisti della vittoria dell'Inter contro il Monza. Tutti e tre dovranno fare i conti con una forte concorrenza, ma sono già partiti col piede giusto. La missione è una: mettere in difficoltà Cristian Chivu.

"Questo trio può assicurare nuova linfa vitale ad una squadra che ha sempre puntato sull’esperienza, ma che ora ha bisogno di gioventù e freschezza. In vetrina c’è innanzitutto Pio, 21 anni compiuti da un paio di mesi, ma ormai protagonista sul palcoscenico interista, oltre che su quello azzurro. Ora è pronto blindarlo ulteriormente con un altro rinnovo di contratto: nuova scadenza nel 2031 e quasi 3 milioni a stagione. Continuando così, peraltro, sarà sempre più difficile tenerlo fuori. Insomma, Lautaro e Thuram restano i titolari, ma Esposito non è più soltanto il primo rincalzo", sottolinea il Corriere dello Sport.

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"È ancora presto, invece, per capire davvero cosa diventerà Diouf. Di sicuro, quella di spostarlo in fascia è stata un’intuizione azzeccata di Chivu. Partendo largo, infatti, le sue qualità, ovvero gamba e uno contro uno, possono esaltarsi. Poi è chiaro che debba disciplinarsi e che debba crescere nella fase di non possesso. Intanto, però, l’Inter ha un’arma in più. Non c’è un altro giocatore nerazzurro con quelle doti. Toccherà a Chivu scegliere quando ricorrervi: se Spence è considerato la certezza per il post-Dumfries, Diouf è la variabile con le potenzialità per diventarlo".

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"A differenza di Pio e Diouf, Bisseck non è così giovane (26 anni da compiere) e sta pure cominciando il suo quarto anno in nerazzurro. Tuttavia, è solo dalla metà della scorsa stagione che è diventato titolare. La sua è stata una crescita costante: applicazione e lavoro gli hanno permesso di sviluppare le sue qualità, ma anche di limitare i suoi difetti, come qualche distrazione o eccesso di confidenza. In questi mesi, l’intesa con Akanji si è consolidata. L’innesto di Stones, per la verità, potrebbe anche modificare le gerarchie. Ma come ha detto proprio Bisseck: «Se vogliono il mio posto devo morire...».

(Corriere dello Sport)

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