L'Inter ricomincia da 3: nuova linfa per la squadra. La missione? Mettere in difficoltà Chivu
Pio Esposito, Yann Bisseck e Andy Douf. Sono i tre grandi protagonisti della vittoria dell'Inter contro il Monza. Tutti e tre dovranno fare i conti con una forte concorrenza, ma sono già partiti col piede giusto. La missione è una: mettere in difficoltà Cristian Chivu.
"Questo trio può assicurare nuova linfa vitale ad una squadra che ha sempre puntato sull’esperienza, ma che ora ha bisogno di gioventù e freschezza. In vetrina c’è innanzitutto Pio, 21 anni compiuti da un paio di mesi, ma ormai protagonista sul palcoscenico interista, oltre che su quello azzurro. Ora è pronto blindarlo ulteriormente con un altro rinnovo di contratto: nuova scadenza nel 2031 e quasi 3 milioni a stagione. Continuando così, peraltro, sarà sempre più difficile tenerlo fuori. Insomma, Lautaro e Thuram restano i titolari, ma Esposito non è più soltanto il primo rincalzo", sottolinea il Corriere dello Sport.
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"È ancora presto, invece, per capire davvero cosa diventerà Diouf. Di sicuro, quella di spostarlo in fascia è stata un’intuizione azzeccata di Chivu. Partendo largo, infatti, le sue qualità, ovvero gamba e uno contro uno, possono esaltarsi. Poi è chiaro che debba disciplinarsi e che debba crescere nella fase di non possesso. Intanto, però, l’Inter ha un’arma in più. Non c’è un altro giocatore nerazzurro con quelle doti. Toccherà a Chivu scegliere quando ricorrervi: se Spence è considerato la certezza per il post-Dumfries, Diouf è la variabile con le potenzialità per diventarlo".
"A differenza di Pio e Diouf, Bisseck non è così giovane (26 anni da compiere) e sta pure cominciando il suo quarto anno in nerazzurro. Tuttavia, è solo dalla metà della scorsa stagione che è diventato titolare. La sua è stata una crescita costante: applicazione e lavoro gli hanno permesso di sviluppare le sue qualità, ma anche di limitare i suoi difetti, come qualche distrazione o eccesso di confidenza. In questi mesi, l’intesa con Akanji si è consolidata. L’innesto di Stones, per la verità, potrebbe anche modificare le gerarchie. Ma come ha detto proprio Bisseck: «Se vogliono il mio posto devo morire...».
(Corriere dello Sport)
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