L'Inter e l'insegnamento arrivato nel pre partita. Ecco chi ha inciso di più. Un segnale che...
"Un derby perso non cancella tutto ciò che abbiamo fatto, c’è ancora molta strada da fare. Abbiamo dimostrato di essere squadra e di poter reagire". In conferenza stampa post Feyenoord, Cristian Chivu è tornato per un attimo sul derby per poi dare uno sguardo un po' più ampio alla stagione nerazzurra dove l'approccio alle gare era ed è uno dei grandi temi. Non con gli olandesi dove la squadra è entrata in campo subito concentrata e determinata.
"Seconda vittoria di fila dopo quella con lo Shakhtar. Gli ottavi diretti, ovviamente ancora difficili visto il calendario, non sono più un miraggio. Zoom sulle prossime gare: Stoccarda a San Siro, Borussia Dortmund in trasferta, Liverpool ancora al Meazza e Slovan Bratislava in Slovacchia. Un altro insegnamento è arrivato nel pre partita, quando tutto lo stadio ha cantato all’unisono la strofa più bella di “The Scientist”, la canzone dei Coldplay diventata manifesto partite del Feyenoord: «Nobody said it was easy». «Nessuno ha detto che fosse facile». E infatti non lo è stato", sottolinea la Gazzetta dello Sport.
"Soprattutto dopo un derby perso 3-1 e una sfilza di critiche legate all’approccio, il tallone d’Achille che nell’ultimo periodo s’era infiammato più e più volte, costringendo l’Inter ad aumentare il ritmo. Stavolta ne è uscita una vittoria tranquilla e senza rincorrere: un 3-0 facile facile confezionato da Bisseck, Pio e Zielinski. A incidere di più sono stati soprattutto i giocatori che avevano deluso nel derby - Barella, Spence, Carlos Augusto... -, un altro segnale di come i confronti negli stanzoni segreti di Appiano abbiano dato i loro frutti".
(Gazzetta dello Sport)
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