Inter baciata dalla ThuLa piena: mondo capovolto da quella grande sfuriata
Per capire quanto forte sia la rosa a disposizione di Chivu basta soffermarsi sui cambi di ieri pomeriggio. Tentato anche dalla possibilità di gestire le risorse in vista del doppio impegno tra campionato e Champions League, il tecnico nerazzurro si è concesso addirittura il lusso di tenere fuori l'uomo più in forma del momento. Dal 45' in poi, nell'ordine, hanno messo piede in campo Thuram, Curtis Jones, Carlos Augusto, Calhanoglu, e Bonny. I primi due, arrivati immediatamente dopo l'intervallo, non sono serviti a evitare lo sbandamento di inizio ripresa, ma hanno contribuito enormemente a tenere ancora la rotta del galeone nerazzurro nel mare improvvisamente in tempesta.
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A 2026/27
Almeno fino a quando la prima ThuLa piena del nuovo anno non ha prodotto il suo effetto. Pio Esposito si è dato da fare, ha sudato abbondantemente la maglia, ma per scardinare la corazzata di Allegri ieri serviva qualcosa di diverso. Appena Chivu ha deciso di cambiare spartito, chiedendo ai suoi di aggredire di più la profondità e sfruttare allo stesso tempo anche l'ampiezza del campo, le cose sono cambiate.
A lasciare il segno ci hanno pensato capitan Lautaro, che ha aperto e chiuso la rimonta, ritrovando il sorriso del gol e mettendosi in scia di Malen nella classifica marcatori, e Marcus Thuram, tornato a sgasare in maniera convincente con vista sul Bernabeu. L'Inter ha rischiato anche di imbarcare altra acqua, ma non si è mai data per vinta. Anzi, ha preservato la sua identità e attraverso il coraggio di credere nelle sue idee anche nel momento di difficoltà ha messo le mani su una vittoria importantissima. Più per l'iniezione di fiducia e per l'adrenalina che lascia nello spogliatoio che per i punti, considerando che siamo ormai appena alla terza tappa di una maratona lunga trentotto partite.
Utile prendere in prestito la metafora proposta da Chivu in conferenza stampa alla vigilia, in cui in maniera molto chiara aveva già spiegato il suo punto di vista sul tema degli scontri diretti. Parole che sono diventate pane per i denti di chi ha fatto della disinformazione un mestiere in epoca social, date in pasto a follower distratti, ma soltanto dopo averle strumentalizzate.
Inter, mondo capovolto in un anno
La vittoria di ieri servirà, in ogni caso, anche per spedire in soffitta l'argomento. Anche perché l'attenzione dell'allenatore nerazzurro va inevitabilmente su altri fronti.Su tutti, probabilmente, quello che riguarda la maturità raggiunta dalla squadra. Un anno fa, dopo tre gare, l'Inter aveva già rimediato due sconfitte. La più bruciante proprio alla terza di campionato, nel derby d'Italia di Torino contro la Juventus. Partita per certi aspetti molto simile a quella di ieri sera, che terminò 4-3 per i bianconeri in rimonta e praticamente in extremis. Quanto di più simile per l'andamento e di più lontano per la gestione di alcuni momenti rispetto ai 90' di ieri. A fine gara Chivu non fu morbido con i suoi ragazzi, nello spogliatoio e davanti ai microfoni. Pretese da quella sera un'inversione di rotta, soprattutto dal punto di vista dell'atteggiamento. La maturità e il carattere raggiunti un anno dopo fotografano in pieno il percorso fatto dalla sua squadra e la bontà del suo lavoro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA