Bianchedi: Inter, Juve e altri club non hanno apprezzato la scelta e il modus operandi di Malagò
La nomina di Giovanni Malagò a capo della Figc, sembrava potesse riportare il sereno sul calcio italiano. Invece, si sta ottenendo l'effetto opposto. Dopo il caso Pirlo (a cui sono seguite le dimissioni di Maldini e Leonardo), un altro caso agita il calcio italiano. Sul ring Figc e Coni, oggetto del contendere la nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione dell'Italia di Mancini. "L'ultima mossa a sorpresa di Giovanni Malagò: chiamare il suo braccio destro per i Giochi di Milano Cortina, l'olimpionica della scherma oggi vicepresidente vicaria del Coni. La frattura è nata sul possibile conflitto di interessi di Bianchedi", sottolinea Repubblica.
"Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha saputo di Bianchedi con una telefonata di Malagò solo sabato sera, poco prima di leggere l'anticipazione in un'intervista del n. 1 Figc alla Gazzetta dello Sport. Per lui, inanzitutto, un problema di tempi e forma che incrina il rapporto fiduciario con la vicepresidente da lui indicata: Bianchedi gli ha comunicato la novità solo ieri mattina. Anche le componenti del calcio non hanno gradito: la Lega serie A esprime stupore, diversi club (tra cui Inter e Juventus) non hanno apprezzato la scelta in sé (Bianchedi ha un altissimo profilo ma non ha esperienza nel calcio) e il modus operandi di Malagò".
"Malagò è sereno, va avanti per la sua strada. Poche ore dopo è arrivata la replica della Figc, secondo cui «non c'è né norma statale né statutaria che preveda un'incompatibilità tra il ruolo di membro di giunta del Coni e un incarico federale – la nota affidata all'Ansa – né si ritiene che l'incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall'articolo 7 dello statuto del Coni». La chiosa, «si tratta di un ruolo di mera rappresentanza», va in antitesi con quanto raccontato da Malagò, una «rivoluzione culturale del pallone». Però il tema regge: per la Figc non c'è alcuna incompatibilità e l'eventuale conflitto d'interessi si risolverebbe con l'astensione in giunta nelle delibere sul calcio, come già accade per i presidenti di altre federazioni quando necessario".
(Repubblica)
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