Longhi: "Inter? Potrebbe cambiare un attaccante a partita. L'elogio per i nerazzurri..."
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Ospite di Radio Tutto Napoli, Bruno Longhi ha parlato della situazione di Allegri in azzurro e non solo. Qui anche un paragone con l'Inter di Cristian Chivu:
"Ci sono allenatori che costruiscono davvero, citare Fabregas è troppo facile, che costruiscono un'idea di calcio che poi prescinde dai giocatori, e quelli che sono bravi a gestire i campioni. La qualità di Allegri è sempre stata quella di saper gestire i campioni e non è una cosa facile, perché non è che prendi dei giocatori forti, metti lì il primo che passa per strada e questo te li fa giocare. Saper gestire e creare quell'empatia con i giocatori forti vuol dire avere grossa personalità. Al Napoli mancano i giocatori forti perché sono infortunati, perché De Bruyne non è ancora quello che abbiamo visto in Nazionale l'altra sera. McTominay, che era lo spaccapartite in queste ultime due stagioni, non c'è, mancano difensori e il Napoli non ha un'alternativa al centravanti.
L'Inter ha quattro centravanti, possono giocare tutti e potrebbero giocare uno per volta. Il Napoli, se non gioca con Højlund, quando gioca con Lucca deve indossare dei panni diversi, fare un calcio diverso rispetto a quello che può fare con Højlund, che ovviamente nel campo largo è diventato devastante. Queste sono tutte, chiamiamole, attenuanti, però sono situazioni realistiche che abbiamo sotto gli occhi. Penso che Allegri non lo dica, però in cuor suo pensa di trovarsi in una situazione che non è facile da risolvere o, perlomeno, diventa più complicato vincere le partite rispetto a quando hai tutta la squadra al completo con i migliori giocatori".
La nuova linea arbitrale indicata da Orsato può rappresentare un modo per provare a ridurre almeno sul piano dell'intensità il gap con le grandi squadre europee?“Io cito sempre una frase di Maurizio Sarri. Quando parliamo di grandi club parliamo soprattutto del campionato inglese e alle squadre forti del campionato inglese aggiungiamo il PSG, il Bayern Monaco e le due spagnole. Maurizio Sarri, quando parla di questi giocatori, dice che hanno una cilindrata superiore e noi dobbiamo migliorare la cilindrata.
Noi abbiamo giocatori di valore 6, 6,5 o 7, mentre quelle altre realtà di cui ho parlato prima possono, in virtù della disponibilità economica, arrivare a giocatori da 9, 9,5 o 10. Per cui il gap c'è sempre, mettiamocelo in testa. Abbiamo visto che non basta Allegri, non basta Chivu, non basta questo o quell'altro per ridurre il gap nei confronti delle altre squadre. Gli altri hanno giocatori più forti perché possono spendere di più. Se poi riusciamo ad arrivare, e qui è una sorta di elogio all'Inter per quello che ha fatto, due volte in finale, vuol dire che siamo andati al di sopra di quelle che sono le nostre possibilità”.
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