FC Inter 1908 Ultima ora Materazzi: "2010 nostro The Last Dance. Inter, si riparte e sarà come con la Safety car in F1"

Materazzi: "2010 nostro The Last Dance. Inter, si riparte e sarà come con la Safety car in F1"

Eva A. Provenzano
L'ex calciatore si è intrattenuto con Marco Belinelli in una chat andata in onda sul canale del club nerazzurro

Marco Materazzi, in una diretta Instagram con il cestista Marco Belinelli, ha parlato delle sue vittorie in maglia interista. «La mia esperienza all'Inter non è andata subito benissimo, ma ho vinto dopo tanto tempo. Avevamo tanta voglia di vincere, eravamo quai alla fine della carriera, non avevamo tante altre possibilità di vincere. Era l'anno giusto. Per noi era davvero the last dance.

Potevamo fare bene anche l'anno dopo. Ma se andò Mourinho, il nostro condottiero. Abbiamo anche vinto La Coppa del Mondo per Club. Ho vinto il Mondiale con la Nazionale e con l'Inter, per me una grande soddisfazione. Quando si gioca con la Nazionale si riparte sempre da zero. Io giocavo nello stadio più bello del mondo, San Siro, ma era casa mia. Con la maglia azzurra se sbagliavi ricominciavi da zero e perdevi tutte le sicurezze. In Nazionale per me erano tutti amici, ma quando giocavo con la maglia dell'Inter per me c'era solo quella, non mi importava di altri colori, bianconeri, rossoneri o qualsiasi altro colore. Poi le finali sono fatte per essere vinte, a noi è andata quasi sempre bene, per strada abbiamo lasciato solo le molliche». 

IL MONDIALE - «I festeggiamenti per il Mondiale del 2006 sono durati tantissimo, non abbiamo dormito tutta la notte, poi siamo arrivati al Circo Massimo, ai Fori imperiali, strapieno. Dicono che abbiamo vinto per Calciopoli. Abbiamo vinto quel Mondiale perché eravamo forti. Siamo stati anche un pizzico fortunati, ci sono cose che si incastrano, non abbiamo incontrato per esempio il Brasile. Poi batti la Germania in casa loro e siamo riuscito a portare la Francia fino ai rigori. Significa che era il nostro anno. La fortuna però aiuta chi se la cerca». 

IL FENOMENO - «Ronaldo è il giocatore più forte che io abbia mai visto. Lui faceva le cose che fanno tutti gli altri. Chi è pura natura come Messi o Maradona e chi è costruito per vincere come Cristiano Ronaldo. Ronaldo faceva le cose con la naturalità di Messi alla velocità di Cristiano. Negli uno contro uno, mi nascondevo. Cambiava marcia 7-8 volte ma con il pallone. Tu correvi, ma lui correva il doppio e con  un pallone. Era imbarazzante, poi era un ragazzo incredibile. Chi non ci ha giocato mai insieme lo vede, ma non può capire fino in fondo. Ti ridicolizzava, non riuscivi a prenderlo. Il mio gol più bello è stato quello alla Repubblica Ceca perché abbiamo evitato Ronaldo e abbiamo preso l'Australia. In finale capita che segna, ma quello ci ha aperto una discesa davanti. C'erano con lui Kakà, Ronaldinho, Cafù e Adriano».

IL TRIPLETE - «Eravamo un grande gruppo, Milito ha segnato tantissimi gol. Eto'o faceva il terzino e quell'anno la società ci aveva fatto tanti bei regali. In quell'annata, in 4 avevano vinto i premi come miglior giocatori, Julio, Milito, Sneijder e Maicon. Niente male».

LA RIPRESA - «Secondo me tra un po' ripartiamo e può succedere di tutto. L'Inter è un grande gruppo e siamo sulla strada giusta per tornare a vincere. Adesso può succedere di tutto, un po' come la safety car in F1. Sarà penalizzante giocare senza tifosi, San Siro quando bolle è San Siro e trasforma una partita. Non sarà uguale giocare senza tifosi. Però bisogna ricominciare da qualche parte».