FC Inter 1908 Ultima ora Materazzi: "Ronaldo il più forte di sempre. Mai picchiato in allenamento, gli dissi solo..."

Materazzi: "Ronaldo il più forte di sempre. Mai picchiato in allenamento, gli dissi solo..."

Daniele Vitiello

Marco Materazzi si racconta. L'ex difensore dell'Inter, ospite della Gazzetta dello Sport a Trento, ha parlato di tanti temi che tratta anche nel suo libro uscito da qualche settimana. Qui le sue considerazioni, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it a Trento:

RONALDO - "Io a mio parere ho giocato con il più forte di sempre. Lui dice che lo picchiavo in allenamento, ma non è mai successo perché non lo prendevo, quindi non potevo picchiarlo. Gli ho solo detto 'semmai giocheremo contro, io le finte non le capisco e quindi vado dritto'. Lui è un amico, gli voglio bene ed è un idolo. Il mio primo giorno a Milano, dopo il fatidico 6-0 nel derby, entro per fare le visite mediche al CONI e trovo lui: sono svenuto, guardarlo è stato incredibile".

TRIPLETE - "Questo anno era un anno dove io sapevo di non essere titolare, avevo parlato con Mourinho e aveva messo in chiaro le cose. Quando un allenatore da subito mette in chiaro le sue idee, senza bugie, sai il tuo ruolo. Io sapevo che il mio ruolo all’Inter era remare con la squadra per ottenere risultati importanti. Questo è stato l’epilogo più bello, quel famoso 5 maggio con Toldo, Cordoba e Zanetti… poi il 22 maggio eravamo ancora noi. La spina dorsale era la stessa, avevamo sofferto. Il Triplete in Italia l’abbiamo fatto solo noi all’inter, questo rimane nella storia”.

MASCHERA BERLUSCONI - "Un giorno prima di Carnevale vado a fare la spesa. Vedo le maschere, ero coi bambini, ho preso quella di Berlusconi. Poi l’ho dovuta mettere dopo aver vinto il derby, ma perché lo avevo detto. Poi mi ha chiamato La Russa, mi ha detto che non potevo fare così. Ho chiesto il numero di Berlusconi e abbiamo parlato, l’ho chiamato e abbiamo riso insieme. Era una persona di spirito, lui era il primo a farlo. E mi ha detto che era stato molto divertente: finito tutto lì”.

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MOURINHO - “Miglior allenatore che ho avuto con Lippi? Sì. Differenza delle sensazioni tra la notte di Berlino e quella di Madrid? Differenti. A Madrid sapevamo di essere più forti di loro. Mourinho aveva già detto che avremmo vinto 2-0, aveva visto il Bayern in Coppa di Germania. Mi aveva già detto anche che sarei entrato. Su un telefono vecchio ho ancora il messaggio, non diceva bugie. Anche se giocavo un secondo o non giocavo, io ero felice. A Berlino non avevamo fatto la rifinitura lì perché pioveva. Al sopralluogo a destra c’era un campetto con la Francia. C’erano gli scalini molto piccoli e ho pensato di buttarne giù qualcuno di loro perché se no non avremmo vinto. La Francia era più forte di noi, dei marziani. Ma non sempre vince il più forte”.

VIERI - "Bobo faceva sempre gol, io prima delle partite gli toccavo sempre il piede con cui avrebbe fatto gol. Al centesimo gol gli dissi che gli avrei messo la corona e così ho fatto. Dove la comprai? Meglio non dirlo (ride, ndr)".

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