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Menez: “Conte mi voleva, ma dissi no alla Juve. Spalletti? Voleva farmi crescere”

Andrea Della Sala

L'ex attaccante di Roma e Milan ha parlato del suo passato e dei due tecnici poi andati sulla panchina dell'Inter

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Jeremy Menez ha parlato del suo passato, di Conte e anche di Spalletti:

«Ho bisogno di fiducia. Se la percepisco, rendo al massimo. È accaduto al Psg con Ancelotti, il numero uno. Veniva con noi al ristorante, non urlava mai. Giocare a Parigi era il mio sogno, per questo scelsi di andar via da Roma. Dissi no anche alla Juve; ricordo le chiamate di Conte per convincermi a firmare».

Ci racconti il rapporto con Spalletti e Ranieri.

«Luciano era una bella persona. A volte mi sgridava, voleva farmi crescere. Sia lui che Ranieri sono stati due secondi padri. Mi guardavano con un occhio di riguardo. Nel 2010, poi, sfiorammo lo scudetto, non capisco ancora il perché di quella sconfitta con la Samp. A Roma non ho vinto niente, ma ho vissuto tre anni pieni di passione. Con grandi compagni, primo fra tutti Totti, un fratello maggiore. In campo ci intendevamo a occhi chiusi. I primi mesi ho vissuto a casa dei suoi genitori, come aveva fatto anche Cassano anni prima. Persone fantastiche, come De Rossi. Giocavamo a carte durante i ritiri e stavamo sempre insieme».