Gli emiri del Qatar mettono nel mirino l’Inter: la mossa per scalare il club. Per Oaktree...
Le ultime indiscrezioni sul futuro dell'Inter rivelano un interessamento del fondo del Qatar nei confronti delle quote societarie del club nerazzurro. Come svelato dal Corriere della Sera, il nome che circola da tempo fra gli addetti ai lavori è quello di Al Mirqab, family office con sede a Doha che gestisce il patrimonio dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani. Oggi Tuttosport svela altri dettagli sull'interesse del fondo."Per ora è un sondaggio, non una trattativa. Ma gli emiri del Qatar mettono nel mirino l’Inter. Un fondo riconducibile alla famiglia Al Thani. Dal fondo californiano, per ora, arriva un no comment e non vengono confermati sviluppi concreti, ma la possibilità di cedere una partecipazione di minoranza non sembra nemmeno da escludere. È questa l’ipotesi: non è in discussione, almeno per il momento il passaggio di mano del club. Il fondo è soddisfatto dell’andamento dell’investimento e non ha urgenza di vendere, tanto più che il valore è destinato a crescere in misura proporzionale ai passi avanti sul futuro stadio di Milano", si legge sul quotidiano.
"L’eventuale apertura a un partner, però, è nell’ordine delle cose: cedere una quota consentirebbe di incassare subito, conservare la maggioranza e soprattutto fissare, attraverso il prezzo pagato da un investitore esterno, una valutazione concreta della società. In sostanza, cristallizzerebbe il valore dell’Inter. Forbes la colloca attorno a 1,5 miliardi di euro, Football Benchmark arriva a 2,1. In mezzo, una forchetta di 1,8-2 miliardi per il valore d’impresa appare plausibile".
"Tutte valutazioni che entrerebbero comunque anche in un’eventuale trattativa per la cessione di una quota di minoranza, se e quando partirà. Insieme a San Siro. L’acquisto dell’area del Meazza insieme al Milan, per 197 milioni, ha reso più concreto il progetto del nuovo stadio - il rendering è atteso a fine ottobre -, fonte di maggiori introiti da hospitality, biglietteria e attività commerciali. Ma l’impianto è ancora da costruire e richiederà investimenti ingenti: nessuno può prezzarlo come un’attività già a regime. I rapporti con il Qatar, invece, esistono già da tempo: dopo Cina e Nord America, con tutto il tempo necessario per questioni così delicate, la prossima frontiera dell’Inter potrebbe comprendere il Medio Oriente".
(Tuttosport)
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