La Francesca: “Oaktree e i diritti tv della Serie A? A chi parla di conflitto di interessi dico..."
Il possibile ingresso di Oaktree nella società destinata a gestire i diritti media internazionali della Serie A ha acceso subito il dibattito sui social. Il tema, inevitabilmente, è quello del possibile conflitto d’interessi visto che il fondo è anche proprietario dell’Inter.
Sul punto è intervenuto l’avvocato Michele La Francesca, che invita però a distinguere bene i diversi piani.
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«Essere socio non significa decidere quanto spetta ai club»
La Francesca parte dalla notizia riportata dalla stampa:
«Oaktree, proprietaria dell’Inter, sarebbe interessata ad acquisire una quota, tra il 10% e il 20%, della società destinata a detenere e gestire i diritti media internazionali della Serie A».
Da qui sono nate le prime discussioni. Ma, secondo il legale, il semplice ingresso nel capitale della società non comporterebbe automaticamente un potere sulla distribuzione dei ricavi.
«Diventare socio della società che gestisce i diritti internazionali non significa decidere quanto spetta a ciascun club».
La Francesca ricorda infatti che i criteri fondamentali di ripartizione dei proventi sono stabiliti dalla legge, mentre è poi l’Assemblea della Lega Serie A a occuparsi dell’applicazione di quei criteri e della distribuzione delle risorse.
«Oaktree avrebbe interesse a valorizzare i diritti»
L’interesse economico, naturalmente, ci sarebbe.
«Oaktree potrebbe quindi avere un interesse economico a valorizzare al massimo i diritti internazionali. Essere socio della società che li gestisce non le attribuirebbe, per ciò solo, il potere di stabilire quanto dei ricavi debba spettare all’Inter».
Calendari e posticipi, un altro tema
La Francesca separa poi questo discorso da quello relativo a calendari, anticipi e posticipi.
Oaktree partecipa alla governance della Lega attraverso l’Inter perché proprietaria del club. Un potere che esiste già oggi e che non dipenderebbe dall’eventuale investimento nella società dei diritti internazionali.
«Questo potere deriva dalla proprietà dell’Inter e non dall’eventuale partecipazione nella società dei diritti internazionali».
Da qui la conclusione:
«Parlare automaticamente di “conflitto d’interessi” mi sembra una conclusione affrettata. Il semplice fatto che Oaktree sia proprietaria dell’Inter e possa diventare socia della società dei diritti internazionali non è, di per sé, sufficiente a dimostrarlo».
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