"Dalle parole di Maldini sono emersi altri due particolari inediti. Il primo: ricevuto l’incarico ha parlato direttamente con alcuni presidenti a cominciare «da Marotta» per passare poi «a Percassi e altri» nessuno dei quali gli ha mai fatto richiesta esplicita di puntare su Conte".
"E qui il fatto poi che Maldini abbia consultato direttamente alcuni presidenti trascurando la figura del presidente della Lega di A Simonelli, qualche risentimento postumo nell’interessato ha di sicuro provocato. Il secondo: il piano preparato prevedeva due binari su cui avviare il treno del calcio italiano, uno destinato a dare frutti nel tempo («8-10 anni come in Spagna dopo l’avvento di Crujff»), l’altro con la Nazionale affidata a Pirlo impegnata subito in Nations league e nella qualificazione al prossimo europeo, distinzione quest’ultima non colta dai presidenti come dimostrò, dopo l’incontro di Milano, la dichiarazione di Cairo («altro che 8-10 anni, qui si decide tutto nei primi 100 giorni» la stoccata)".
"La rottura definitiva poi è avvenuta quando Malagò, nel racconto di Maldini, ha cambiato le regole d’ingaggio e stabilito che «il ct lo avrebbe scelto lui e noi avremmo dovuto avallarlo». Inaccettabile conoscendo Maldini. L’ultima complicazione è spuntata sulla scelta di Bianchedi capo-delegazione che dovrà lavorare al fianco di Mancini-Oriali, ct e team manager: una sorta di schiaffo rifilato al calcio italiano, incapace in questo caso di esprimere una figura per quel ruolo che è sempre stato, nella storia, espressione del settore".
(Il Giornale)