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Pagliuca: “Mi voleva lo United, ma a dire no fu Moratti. Ronaldo? Un fenomeno, senza infortuni…”

Andrea Della Sala

L'ex portiere dell'Inter ha raccontato una trattativa con i Red Devils fallita per la volontà del presidente nerazzurro di tenerlo

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere di Inter, Sampdoria e Bologna Gianluca Pagliuca ha parlato della ripresa del campionato e non solo:

Se questo campionato interrotto ricominciasse?

«Se io fossi un calciatore un po’ di paura l’avrei. Ripartirei a settembre, certamente con la speranza che nel frattempo possano trovare una cura al Covid-19. Ma aggiungo un’altra cosa: in cuor mio spero che ripartano i campionati. Sul serio. La domenica, o il sabato, di calcio mi mancano da impazzire. Pure le nostre gare della Primavera oppure la Premier che adoro».

Ha mai sfiorato la Premier da giocatore?

«Nel ‘97, quando con l’Inter tornai in nazionale, mi chiese il Manchester United. Non è che dissi di no, quello a dirlo fu Moratti: Pagliuca non si muove. Poi nel ‘99 l’Aston Villa ma in Spagna anche il Deportivo la Coruna che poi vinse la Liga. Rimpianti? No: nell’Inter cominciarono a venire i top, Ronaldo per esempio».

Banalità: CR7 o Ronie?

«Cristiano è una macchina. Ronaldo aveva più qualità e visione, ed è stato un fenomeno assoluto minato dagli infortuni. Senza quelli...».

Arretriamo: un portiere poco reclamizzato che le piace?

«Silvestri del Verona: forte».