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Sabatini: “Vedo il Napoli in finale di Champions. Luis Enrique ok per il Milan, torna Conte”

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Walter Sabatini ha parlato di Inter e Milan e del possibile ritorno in Italia di Antonio Conte

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Walter Sabatini ha parlato di Inter e Milan e del possibile ritorno in Italia di Antonio Conte che ha ormai rotto con il Totttenham dopo lo sfogo in conferenza stampa. L'ex dirigente della Salernitana vede il Napoli in finale di Champions League.

L’Inter è a -21. Ma in Champions va. Come se lo spiega?

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«Così: ci piace denigrare il nostro campionato. Quante volte avete sentito dire “eh, questo gioca bene in Serie A, ma in Premier non farebbe lo stesso”. Siamo sputtanatori di noi stessi. Il nostro è un campionato altamente competitivo. E sa perché? Per gli allenatori, che qui incidono sul risultato come da nessun’altra parte».

Crede a un’italiana in finale di Champions, allora?

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«Fermamente; per me il Napoli sarà una finalista. L’ho detto anche a Spalletti: ha la squadra più europea tra tutte. Mi scoccia solo che debba arrivare in fondo eliminando il Milan».

Luis Enrique, con cui lei lavorò alla Roma, è libero. Le piacerebbe rivederlo in Serie A?

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«Enormemente, è cresciuto, è all’altezza dei grandissimi».

Non è che il suo amico Ricky Massara ci sta pensando?

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«Ammesso che sia un tema la sostituzione di Pioli, non è escluso che lo faccia. Anzi: per come lo conosce, non può non avere un pensiero su di lui».

Ha letto lo sfogo di Conte?

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«Lui è così: quando non raggiunge i risultati, non è tipo che filosofeggia, si incazza come una iena. Lascerà il Tottenham, lo vedo in Italia l’anno prossimo».

Chi è Mourinho?

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«È la prassi fatta uomo. Fa un calcio speculativo, io non lo amo. Ma riesce a piegare la squadra al suo progetto. Tu sai perfettamente che tipo di partita farà la Roma, sempre. È una squadra che resta costantemente incollata alle partite: il derby di domenica, giocato per larga parte in 10, sarebbe finito 0-0 senza la doppia invenzione di Anderson e Zaccagni. Se arriva quarto ha fatto un’impresa: non ha una rosa all’altezza, traballa in molti reparti, Dybala è l’unico vero fenomeno».