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Sacchi: “Bene l’Italia, diamo tempo a Spalletti. Con l’Ucraina tante insidie”

Sacchi: “Bene l’Italia, diamo tempo a Spalletti. Con l’Ucraina tante insidie” - immagine 1
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha commentato così la vittoria dell'Italia di ieri contro la Macedonia del Nord
Marco Macca Redattore 

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha commentato così la vittoria dell'Italia di ieri contro la Macedonia del Nord:

Sacchi: “Bene l’Italia, diamo tempo a Spalletti. Con l’Ucraina tante insidie”- immagine 2

Nel complesso, quindi, una prova ampiamente positiva.

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«Abbiamo vinto 5-2, non so mica da quanto tempo non segnavamo cinque gol... Ripeto: ci vuole pazienza, il c.t. è al lavoro da poco, i giocatori devono imparare a conoscersi. Dobbiamo accontentarci di quello che hanno fatto gli azzurri, si sono impegnati, hanno dato tutto quello che avevano, hanno avuto un comportamento corretto sul campo e hanno vinto. Sperare di vedere una bella Nazionale era un’utopia. Spalletti è bravissimo, ma non è un mago. Nessun allenatore lo è. Lasciamolo lavorare e poi tiriamo le somme. Questa Italia è all’inizio di un percorso, non si possono dare giudizi in questo momento».


Nella ripresa abbiamo tremato con l’uno-due della Macedonia. Ha preso paura?

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«Tranquillo non lo ero. Il problema è che, quando abbiamo mollato un po’, quando le distanze dei reparti non sono più state corrette e quando abbiamo smesso di pressare siamo andati in difficoltà. Nel gioco moderno, non mi stancherò mai di dirlo, il pressing è un antidoto fondamentale per bloccare le intenzioni dell’avversario. Appena abbiamo lasciato la strada buona, insomma, abbiamo subito gol. Questo non deve accadere, ma sono sicuro che Spalletti lavorerà parecchio su questi errori».

Sacchi: “Bene l’Italia, diamo tempo a Spalletti. Con l’Ucraina tante insidie”- immagine 3

E adesso, lunedì, in Germania ci attende l’Ucraina. Come la vede?

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«Sfida non facile. Nasconde molte insidie. Intanto perché loro non hanno giocato e dunque sono più riposati di noi. E poi perché la tensione è una nemica in più per gli azzurri. Bisogna cercare di isolare l’ambiente, fare in modo che i ragazzi di Spalletti non avvertano la pressione».

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