Tuttosport: "Real-Inter, è il solito Mourinho: piange e punge. È tornato a quel linguaggio..."
Come sempre José Mourinho regala titoli quando parla in conferenza stampa. Lo ha fatto anche ieri alla vigilia della gara di Champions League contro la sua ex squadra, l'Inter. "È una squadra matura, di grande qualità e fisicità. L’unica sorpresa degli ultimi anni è che non abbia mai vinto la Champions", è stata una delle frasi maggiormente riportate, anche perché dall'altro lato Cristian Chivu ha risposto da par suo: "La domanda da fargli è se lui desiderava che l’Inter vincesse". "Mourinho, insomma, l’Inter continua a seguirla, ad analizzarla, probabilmente a tifarla, ragion per cui la gara di stasera avrà inevitabilmente un significato personale molto forte. Cristian Chivu è stato uno dei suoi uomini nel Triplete del 2010 e ora lo ritrova dall’altra parte. Il cuore, dunque, può aspettare. Oggi tocca fare risultato. E Mourinho non vuole una replica della partita di Siviglia, dove il Real ha giocato bene ma è uscito sconfitto dal campo", sottolinea Tuttosport.
PROBLEMI DI FORMAZIONE
"Il problema è che la sfida arriva in un momento non proprio semplice per il centrocampo del Real. Eduardo Camavinga, Bernardo Silva e Arda Güler sono squalificati, mentre Aurelien Tchouameni è tornato ad allenarsi con il gruppo ma non è ancora pronto. Mou, però, non ha dato indicazioni: «Gli assenti? Forse l’algoritmo della Champions parlava italiano... Abbiamo tre, quattro, cinque opzioni, ma non vi dirò nulla», anche se l’ipotesi più probabile vede l’arretramento di Jude Bellingham al fianco di Federico Valverde"."Il derby del cuore, quindi, resta fuori dal campo. Dentro, Mourinho sarà quello di sempre quello che, volutamente, è tornato a quel linguaggio che lo ha reso inconfondibile per commentare il rigore non ripetuto contro il Betis. Ebbene, così come nella celebre conferenza stampa dei “por qué?”, ieri Mou ha ripetuto otto volte la stessa domanda: «Perché?». Perché non hanno fatto ripetere il rigore. Perché il Var non conosce il regolamento? Perché non è voluto intervenire? E così via, fino a otto. Un po’ a dimostrare, non solo a parole, a chi sosteneva diversamente che, in fin dei conti, è vero: è sempre lo stesso".
(Tuttosport)
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