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Zenga: “Inter terza, ma non inferiore a Milan e Napoli. San Siro? Serve nuovo stadio”

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere dell'Inter Walter Zenga ha parlato alla vigilia del derby di domani sera contro il Milan

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere dell'Inter Walter Zenga ha parlato alla vigilia del derby di domani sera contro il Milan:

“Non ne ho uno in particolare. Ne ho giocati da quando avevo 10 anni. Fatico a indicarne uno cui sono più legato. Quando vai avanti nella vita impari a fare tesoro anche delle sconfitte. Prendiamo il famoso gol di Hateley, 5' dopo ho fatto una parata mostruosa di cui nessuno si ricorda... Se però devo citarne uno, direi il primo giocato e vinto 2-0 con gol di Serena e Muller, nel novembre 1983”.

Chi toglierebbe all’avversario?

“Il Milan si è già tolto Theo e mi sembra che basti, perché Pioli è stato bravissimo a sparigliare le carte a centrocampo con il francese e Calabria che vengono a giocare dentro. Indipendentemente da chi gioca, ormai hanno un sistema per cui se anche manca qualcuno non ne risentono. I due terzini sono stati decisivi a Bergamo e a Roma. Ibra? Mi piacciono da impazzire quelli come lui, Ribery e Buffon. Perché non è un problema di non mollare. Loro vanno avanti e sono ancora decisivi”.

Chi è favorito per lo scudetto?

“Ad oggi non posso che dire Milan e Napoli. Credo che mai dopo 11 giornate ci sia stata una differenza di 12 punti tra le prime due e la quarta. Vero che l'Inter è terza e non la vedo inferiore rispetto alle capolista. Ora affronterà proprio Milan e Napoli, dovesse perdere il distacco diventerebbe pesante. Ma mancherebbero comunque sei mesi...”.

Finalmente il derby torna in un Meazza pieno. Crede che un nuovo stadio saprà trasmettere le stesse emozioni?

“Ho girato il mondo. Anche in Turchia tutte le squadre hanno lo stadio nuovo e di proprietà. Se comandasse il cuore, non c'è nulla come San Siro. Ma se non vogliamo perdere altro terreno rispetto agli altri Paesi dobbiamo darci una mossa. E' giunto il tempo di guardare al futuro in modo diverso. Anzi, Inter e Milan dovrebbero avere ciascuna il proprio impianto. Ma forse sono troppo avanti io...”.