Antonello: “Noi dell’Inter fratelli del mondo: BUU campagna forte. I nostri tifosi…”

L’amministratore delegato nerazzurro presente all’incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Comunità Ebraica di Milano

L’occasione per ricordare le atrocità del passato, per riflettere e per ribadire quanto l’Inter abbia a cuore la memoria, ma anche un futuro fatto di integrazione, uguaglianza e fratellanza. Nel segno del “Siamo fratelli del mondo”, Alessandro Antonello, amministratore delegato dell’Inter, ha presenziato all’incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Comunità Ebraica di Milano, dal titolo dal titolo “Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo”. Durante l’incontro, il dirigente nerazzurro è anche tornato sui fatti del 26 dicembre in occasione di Inter-Napoli:

Come FC Internazionale vorrei portare un messaggio del mondo del calcio che sicuramente nelle ultime settimane non ha dato un messaggio positivo, ma noi come Inter, nel nostro statuto, i nostri padri fondatori hanno scritto parole che per noi dirigenti e per tutti quelli che lavorano nel club, sono ancora fonte di ispirazione: ‘Siamo fratelli del mondo’. Con questa citazione i nostri padri fondatori, nel 1908, decisero di staccarsi da un’altra squadra di calcio perché non dava la possibilità a giocatori di nazionalità diversa di giocare a calcio: questo è il fondamento del nostro club e ancora oggi noi ci ispiriamo a queste parole. Cerchiamo di farlo in tanti modi, tra cui collaborare con la Comunità di San Virgilio e il Memoriale della Shoah: abbiamo portato qui più di 400 ragazzi del settore giovanile a visitare questi luoghi e siamo felici di questa collaborazione perché non nascondo che la nostra missione, oltre che insegnare ai giovani a diventare bravi giocatori, è in primis quella che diventino uomini. In questo percorso educativo del club cerchiamo di far vivere esperienze diverse. Una riflessione mi è nata perché ogni fine stagione facciamo compilare ai ragazzi questionari con domande calcistiche e personali sulla stagione: tra queste domande abbiamo chiesto quale fosse l’esperienza che più li aveva colpiti. Tutti i ragazzi, che spesso vediamo distratti dalla tecnologia, hanno scritto l’esperienza della visita al Memoriale“.

Antonello ha poi continuato: “Quindi questo per noi è un messaggio molto forte. Un messaggio di speranza, perché significa che gli uomini oggi possono essere messaggeri di un messaggio di positività anche per coloro che sembrano più lontani da certe tematiche. I giovani hanno nel loro cuore una sensibilità di cui a volte non teniamo conto. Vogliamo ampliare questa collaborazione: nel 2019 avremo un evento dedicato ad Arpad Weisz, famoso calciatore e allenatore di origini ungheresi che nel 1929-30 ha vinto un campionato con l’Inter. Poi ha vinto due campionati e l’odierna Champions League con il Bologna. Fa parte della nostra storia, del nostro club. La vogliamo ricordare in questo percorso di memoria. Pensiamo sia fondamentale insegnare oggi la storia, perché insegna. E’ fondamentale che i ragazzi di oggi abbiano delle testimonianze e che possano vivere questi luoghi, perché con le nuove generazioni queste cose possano non accadere più. Tutti i dirigenti e i tifosi dell’Inter sono conosciuti per avere una certa sensibilità, anche se ultimamente i nostri sostenitori non sono stati d’esempio, dati gli episodi di razzismo che mai e poi mai noi come club abbiamo accettato. C’è stato un periodo di riflessione molto forte al quale abbiamo aderito, lanciando poi una campagna molto forte che si chiama BUU che deve essere positivo. Siamo fratelli del mondo ed è questo il messaggio che vogliamo portare al mondo del calcio“.

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