ESCLUSIVA Alvarez: "Gasp voleva cambiare troppo. Inter, un sogno. Occhio a Thiago Almada: si vede che..."
"Ho realizzato un sogno che avevo da bambino. Chi inizia a giocare a calcio ha come obiettivo quello di arrivare in una squadra come l’Inter: io ci sono riuscito". A sei anni dall'addio, per Ricky Alvarez quella in nerazzurro resta un'esperienza indimenticabile. Nel giorno del suo 32° compleanno, il centrocampista argentino ha rilasciato un'intervista a Fcinter1908.it. Ecco le parole di Ricky 'Maravilla', tornato a gennaio a casa in Argentina, nel Velez Sarsfield.
Come stai e come vivi la quarantena?
“È un periodo particolare. Qui in Argentina abbiamo avuto la fortuna di vedere quello che è successo in Italia e non solo. Il paese ha preso in anticipo alcune decisioni. Siamo chiusi in casa e io mi alleno e trascorro molto tempo con la mia famiglia. Mi piace stare con mio figlio e mia moglie. Lei è incinta e aspettiamo la secondogenita. Siamo felici e ci passiamo il tempo insieme”.
Che cosa ha rappresentato l’Inter per te?
“Per me è stata una grande esperienza. Tre anni in cui sono stato benissimo. Al di là dei risultati e di una situazione non ideale, è stato un periodo di grande crescita. Ho giocato con grandissimi giocatori. Quando penso all’Inter ho un bellissimo ricordo: si è trattata di un’esperienza veramente importante nella mia carriera”.
Quali sono i calciatori con cui hai legato maggiormente?
“Quando sono arrivato c’erano tanti giocatori che avevano vinto il Triplete. Per me è stato un sogno giocatore con loro. C’erano anche tanti argentini e per me è stato molto più facile. Erano più grandi di me e mi hanno aiutato ad ambientarmi e conoscere città e club. Sono cresciuto tanto con loro, con tanti consigli soprattutto in campo. Penso a Zanetti, Cambiasso, Samuel, Milito. Poi arrivarono Forlan, Zarate, Palacio, Icardi...”.
A chi ti ispiri?
“Devo fare quattro nomi: Zanetti, Cambiasso, Samuel e Milito. Per quello che rappresentano per l’Inter e per il mondo del calcio, la loro umiltà e il loro modo di fare sono da esempio per me, in un ambiente molto particolare e molto difficile”.
Nel tuo primo anno c’era la sensazione di uno spogliatoio diviso. L’avventura di Gasperini – un tecnico che negli ultimi anni ha mostrato tutto il suo valore - durò poco…
“Al mio arrivo non c’era nessun problema nello spogliatoio. C’erano tanti giocatori importanti, con esperienza e che avevano vinto tanto. Quando sono arrivato ho trovato un ambiente coeso: tutti uniti e un bel gruppo. Con Gasperini non è stato un bel periodo: lui voleva cambiare tutto, dal modo di giocare a tante altre cose. Per una squadra così importante e con giocatori di altissimo livello non è semplice. Nel calcio tutto può cambiare: in quel periodo non ci sono stati i risultati mentre ora all’Atalanta sta facendo benissimo. È un allenatore bravissimo, che ha fatto benissimo per tanti anni: credo che per lui all’Inter si sia trattato di una questione di ‘momento sbagliato’”.
Ci hai parlato di “situazione non ideale”…
“Moratti, che per me è stato un grandissimo presidente, ha iniziato a pensare alla cessione del club e poi l'ha venduto. In un periodo così non è semplice, con tanti cambiamenti a cui devi abituarti. Non è stato il miglior periodo a livello societario”.
In Italia si parla tanto della coppia Icardi-Wanda. In Argentina qual è l’idea? Pensi che la vita extra campo abbia condizionato il rendimento dell’attaccante durante la carriera?
“Mauro è un grandissimo attaccante. All’Inter ha fatto benissimo fin da quando è arrivato. Si parla tanto della vita privata ma lui è rimasto sempre concentrato sul campo e penso che quella sia stata la cosa più importante”.
Quale sarà il futuro di Icardi?
“Non so cosa sia successo con l’Inter l'anno scorso e quindi non so cosa potrà succedere. Se può accettare di andare alla Juve? Non lo so, non sono nella sua testa”.
L’addio all’Inter nel 2014...
“Dopo il Mondiale (in Brasile, nda), è arrivata la possibilità di giocare in Premier League e ho accettato. Mancini? Quando ho deciso c’era ancora Mazzarri. Non ho avuto modo di conoscerlo e parlarci”.
Hai giocato in Nazionale con Messi. Secondo te il trasferimento all’Inter è possibile o è utopia?
“Credo proprio che sia impossibile. Lui a Barcellona è considerato un “dio” e penso che finirà la sua carriera lì. Nel calcio non si sa mai, ma non penso che lasci il Barcellona”.
Chi potrebbe trasferirsi in blaugrana è invece Lautaro Martinez…
“È un grandissimo giocatore. Sta facendo benissimo all’Inter ed è normale che possano arrivare offerte come quella del Barcellona. Credo che lui si trovi molto bene all’Inter e sarà una decisione difficile. Sa che sta bene all’Inter, è un giocatore importante e può fare la differenza lì; in blaugrana devi giocarti un posto e conquistarti la maglia da titolare”.
Sei tornato al Velez, dove gioca anche un obiettivo dell’Inter, Thiago Almada. Ci parli di lui?
“Thiago è un giocatore di grandissimo livello: è molto giovane ma ha già grande personalità. Quella è una cosa importantissima. È molto tecnico. Ha il futuro nelle sue mani e sicuramente arriveranno offerte per lui da tante squadre. Deve crescere ancora ma si vede che è fortissimo. Mi auguro che possa fare una grandissima carriera”.
Nel campionato argentino c’è anche Cuarta Martinez, nel mirino dell’Inter e di altri club di Serie A...
“L’ho visto giocare ed è un gran difensore. Sta facendo benissimo e si parla dell’interesse di molte squadre. Negli ultimi anni il River Plate sta facendo molto bene e sta valorizzando i calciatori della rosa”.
Ricky Alvarez - che oggi festeggia 32 anni - che farà al termine della carriera da calciatore?
“Ancora non so quale in quali vesti, ma sicuramente vorrei continuare nel mondo del calcio. È una cosa che faccio da tanti anni e senti di poter continuare a farlo in un altro ruolo. Non so in quale, ma mi prenderò del tempo per prepararmi bene. Quando deciderò di farlo, lo farò solo dopo essermi formato bene”.
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