Sgarbo alla Juve e punizioni al buio, FCIN1908 presenta Oristanio: “L’Inter ha anticipato tutti”

Arriva dalla Campania il numero 10 che in Primavera sta lasciando tutti a bocca aperta

Competenza e mezzi. Questi i fattori che permettono ogni anno al settore giovanile dell’Inter di confermarsi in cima alle realtà nazionali e assolutamente in linea con le migliori nel panorama mondiale. Talenti coltivati, accompagnati verso il grande salto con grande attenzione non solo all’aspetto sportivo, ma anche a quello umano. Percorso di maturazione a 360° che sta coinvolgendo anche Gaetano Pio Oristanio, classe 2002, stellina della Primavera di Armando Madonna, già al quarto anno in nerazzurro. “Giocava in una scuola calcio del suo paese, Roccadaspide (provincia di Salerno), e lo notammo subito – sottolinea, ai microfoni di Fcinter1908.it, Antonio Peluso, mister della Peluso Academy, tra le realtà giovanili più solide in Italia -, all’età di undici anni, in uno dei tornei che organizziamo solitamente per selezionare i migliori talenti a livello regionale. Insieme al papà Rosario, docente di educazione fisica e allenatore, decidemmo di creare una rappresentativa con tutti i migliori talenti del Cilento, inserendo anche Gaetano, che puntualmente riusciva a mettersi in mostra in ogni partita”.

NUMERI STRATOSFERICI – Un feeling, quello tra Oristanio e il pallone, nato da subito. Colpo di fulmine che ha stregato molti: “Giocando da trequartista o seconda punta, all’occorrenza, ha sfoderato una qualità fuori dal comune. In due anni, Oristanio e il suo compagno di reparto Zunno segnarono più di 130 gol”, continua mister Peluso. Nonostante ciò, un pizzico di scetticismo ha accompagnato le relazioni di alcuni addetti ai lavori nel corso delle prime gare spiate dagli spalti: “Per via del suo fisico gracilino, praticamente tutte le squadre che gli avevano messo gli occhi addosso decisero di aspettare il suo quattordicesimo anno di età per capire quali potessero essere i margini di crescita”. Tutte, tranne una: “L’Inter fiondò con decisione su Gaetano dal primo momento, grazie alla immensa esperienza di Giavardi e Rusca, con i quali coltiviamo un grande rapporto ormai da molto tempo. Giavardi mostrò grande convinzione nei mezzi di Oristanio e in un blitz in un ristorante di Paestum nel 2015 riuscì a trovare in pochissimo tempo l’accordo con i genitori, rassicurandoli sul percorso che avrebbe compiuto il loro piccolo da lì a qualche anno, tecnicamente e fisicamente. Ha avuto ragione e gliene va dato assolutamente atto”.

JUVENTUS BEFFATA – La grande intuizione dell’Inter lasciò a mani vuote diversi club di Serie A. Partendo dalla Juventus, che qualche settimana dopo il raggiungimento dell’accordo (con la supervisione del gruppo ROAN e di Claudio Vigorelli), provò ad ingolosire la famiglia Oristanio, di fede bianconera (tranne il nonno materno, storico tifoso nerazzurro), invitandola al completo ad assistere ad una gara di Champions League a Torino. Occasione ghiotta per provare ad imbastire una trattativa lampo per scippare il giovane Gaetano all’Inter, mandata in fumo dall’estrema correttezza dei genitori del ragazzo, che di comune accordo con la Peluso Academy decisero di declinare cordialmente l’invito. “L’Inter era la soluzione migliore per Gaetano e siamo tutti estremamente contenti di quanto abbiano fatto fin da subito per Gaetano. Hanno investito ed avuto pazienza, trovando nel piccolo una dose di tenacia impressionante. Si è guadagnato la ribalta nelle ultime settimane, soprattutto in Youth League e nel Mondiale U17, ma certi colpi li ha sempre avuti e li ha migliorati attraverso il duro lavoro. Per mesi, insieme a Sebastiano Esposito (con il quale ha un ottimo rapporto, ndr) si è trattenuto dopo gli allenamenti per calciare punizioni a Filip Stankovic. A volte anche al buio”.

NON SOLO TALENTO – Testa sulle spalle, obiettivi ben chiari in mente e un cuore grande almeno quanto  il suo talento: “Gaetano è cresciuto lontano dai genitori e non ha mai dato problemi in convitto o a scuola. Noi proviamo sempre a fargli sentire la nostra vicinanza. Appena possiamo, lo raggiungiamo a Milano con i ragazzi della scuola calcio. E proprio in occasione di uno di questi incontri ha fatto una cosa che mi ha lasciato senza parole… Ha regalato un paio di scarpette, alle quali teneva molto, ad un bambino con difficoltà economiche alle spalle. Gli auguro il meglio – conclude il mister -, se lo merita. So che arriverà molto in alto. Ha già fissato il prossimo obiettivo. Quale? La prima squadra”. Agli interisti non resta che incrociare le dita.

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