Inter, allarme personalità. Mercato, una pecca andava sanata da tempo. E gli infortuni sono...
È un periodo non semplice per l'Inter. Dopo aver vinto con non poca sofferenza contro il Venezia, i nerazzurri sono caduti rovinosamente nel derby. Ma avvisaglie ce ne sono state in questo inizio di stagione, d'altronde non si può sempre rimontare due gol di svantaggio. Ecco perché questa sera per la squadra di Chivu sarà fondamentale approcciare bene la gara contro il Feyenoord. In Champions nessuno perdona le distrazioni. "Sono forse i giorni più delicati della gestione Chivu. Il ko nel derby — più per come è maturato che per il risultato — ha lasciato segni profondi sul pianeta Inter", sottolinea Mirko Graziano sulle colonne del Corriere della Sera.
"Saggezza impone allora — fra campo e piani alti del club — di analizzare attentamente alcuni segnali d’allarme anche in un momento in cui, obiettivamente, tutto è lì, a portata di mano, perché questo dice il campionato (8 vittorie, un pari e un ko) e pure l’Europa. Prima alcuni numeri: per 8 volte l’Inter è andata sotto nel punteggio; 5 le rimonte (sempre in A, mai in Champions) con 13 punti conquistati su 15; diciannove i gol subiti in questo inizio stagione, 13 in campionato e 6 in Champions; infine, sono 5 i guai muscolari che hanno fermato anche a lungo «colonne» come Calhanoglu, Stones, Jones, Lautaro Martinez e Pavard".
"Qualche verifica va quindi fatta sotto quest’ultimo punto di vista. Parlando tecnicamente, è giusto evidenziare alcune lacune emerse strada facendo, pure nei giorni vittoriosi. L’Inter viaggia su ritmi spesso inadeguati, è poco intensa e soprattutto in mezzo al campo va in grande sofferenza in fase di protezione: mancano i centrocampisti «sporchi», recuperatori puri di palla per intenderci, una pecca che (insieme a un uomo da uno contro uno in attacco) andava sanata da almeno un paio di sessioni di mercato".
"C’è poi un piccolo allarme sul fronte della personalità: senza Lautaro in campo, la squadra perde cattiveria, leadership e sicurezza. Lo zoccolo duro dei «senatori» finora non ha risposto adeguatamente, e qualcosa in più è lecito aspettarsi in particolare da Barella, a cui è difficile perdonare la leggerezza che di fatto ha portato al 3-1 del Milan. A gennaio si potrà discutere di nuovi innesti, oggi serve però il ruggito del gruppo, e di Chivu. In attesa — alibi non da poco, va detto — di svuotare un’infermeria obiettivamente di lusso".
(Corriere della Sera)
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