In Belgio - L’Inter mette Stankovic ai margini: Club Brugge fiuta il colpo. Si sente la mancanza
L’Inter ha speso 23 milioni di euro per riportarlo a Milano e in estate ha rifiutato un’offerta da 40 milioni proveniente dall’Inghilterra. Eppure, dopo sei partite ufficiali, Aleksandar Stankovic ha raccolto appena 15 minuti.
A Milano si comincia già a parlare apertamente della possibilità di una cessione in prestito a gennaio. E a Bruges la situazione viene osservata con grande attenzione. E' quanto scrivono su VoetbalNieuws.
Quindici minuti dopo un investimento da 23 milioni
Il contrasto con la scorsa stagione è enorme. Con il Club Brugge, Stankovic aveva disputato 55 partite, segnando nove gol e fornendo cinque assist. Era partito titolare in tutte e dieci le gare di Champions League, aveva vinto il campionato ed era stato premiato come miglior giovane e talento della stagione.Al Jan Breydel, dopo ogni partita, i tifosi cantavano il suo nome. All’Inter, invece, finora è stato poco più di una comparsa. Sette minuti contro il Monza, otto contro l’Udinese. Poi più nulla.
In Champions League, contro il Real Madrid, è rimasto in panchina per tutta la partita. Chivu ha preferito utilizzare Piotr Zielinski da regista basso al posto di Hakan Calhanoglu, proprio il ruolo nel quale Stankovic era stato provato durante la preparazione.
Facendo un semplice calcolo, il dato fa impressione: l’Inter ha pagato 23 milioni per riacquistarlo dal Club Brugge e, al momento, l’investimento equivale a oltre 1,5 milioni per ogni minuto giocato.
E pensare che a luglio Chivu aveva parlato in tutt’altro modo:
«Ha fatto una scelta coraggiosa andando a giocare fuori dall’Italia, lontano da tutto ciò a cui era abituato. È maturato, è cresciuto e non vedo l’ora di vederlo in campo».
Quell’attesa, però, continua.
Il centrocampo dell’Inter è affollatissimo: Calhanoglu, Barella, Zielinski, Sucic, Mkhitaryan e Curtis Jones, arrivato in estate dal Liverpool. Sette-otto giocatori per tre posti, con il figlio dell’icona nerazzurra Dejan Stankovic finito in fondo alle gerarchie.
Aveva detto no alla Premier League
L’aspetto più amaro, per Stankovic, è che questa situazione nasce anche da una sua scelta. In estate era arrivata dalla Premier League un’offerta da 40 milioni più 5 di bonus. L’Inter aveva detto no.In seguito era stata valutata anche una possibile cessione in prestito. Il Torino aveva mostrato un interesse concreto, così come alcune società impegnate in Champions League. Ma Stankovic aveva sempre respinto l’ipotesi di partire.
Dejan lo aveva già detto: «Ha bisogno di giocare»
Una persona aveva previsto questo rischio già a maggio: Dejan Stankovic.«Aleksandar ha soprattutto bisogno di continuità e deve continuare a essere titolare», aveva spiegato nella trasmissione serba Mozzartsport 2x45.
Il padre aveva inoltre elogiato apertamente il lavoro svolto dal Club Brugge:
«Ho visto cosa è riuscito a fare il Club con Aleksandar in due o tre mesi. Tutto quello che vedete oggi è il frutto di quel lavoro».
Quattro mesi più tardi, quelle parole tornano di grande attualità.
Perché il Club Brugge osserva la situazione
A Bruges, il vuoto lasciato da Stankovic si sente ancora. Raphael Onyedika è passato all’Eintracht Francoforte a fine luglio. Il Club ha acquistato Cheveyo Tsawa dallo Zurigo e Freddie Potts dal West Ham, ma l’ex attaccante del Brugge Nordin Jbari non è convinto dal nuovo centrocampo.«Contro una grande squadra era importante avere uno come Onyedika. Oggi non c’è più un giocatore di quel tipo», ha spiegato a La Tribune su RTBF.
Su Stankovic è stato ancora più netto:
«Faceva giocare la squadra ed era sempre posizionato nel modo giusto. Freddie Potts è completamente diverso. Questo centrocampo è meno attrezzato».
Già dopo il sorteggio di Champions Jbari aveva avvertito:
«Per il momento questa squadra del Brugge è meno attrezzata per la Champions. Arrivare tra le prime 24 sarà molto difficile».
In campionato, invece, le cose stanno andando bene. Dopo il 3-0 contro il Genk, il Club Brugge è terzo con 18 punti, a una sola lunghezza da Union e Gent.
In Champions, però, il calendario propone ancora Inter, Liverpool, Napoli, PSV e Stoccarda.
Proprio in Europa Stankovic aveva fatto la differenza nella scorsa stagione, con il punto più alto rappresentato da un gol e due assist contro il Marsiglia.
La porta resta socchiusa
Quando gli avevano chiesto a chi ricordasse Stankovic, Ivan Leko aveva risposto citando tre nomi:«Luka Modric. Ivan Rakitic. Ivan Perisic».
Sulla carta, un eventuale ritorno avrebbe una sua logica.
Stankovic conosce il sistema di Leko, lo spogliatoio e l’ambiente. A maggio, dopo i Pro League Awards, aveva raccontato:
«Mi hanno accolto a braccia aperte. Mi sono sentito subito a casa ed è anche per questo che sono riuscito a rendere così bene».
Per l’Inter, inoltre, Bruges rappresenterebbe una destinazione affidabile: un club nel quale Stankovic ha già dimostrato di poter crescere, con calcio europeo ad alto livello.
Un ritorno, però, è tutt’altro che semplice.
Un prestito senza diritto di riscatto si inserisce male nel modello del Club Brugge, tradizionalmente orientato ad acquistare giovani per poi valorizzarli e rivenderli.
Stankovic, inoltre, guadagna oggi a Milano più di quanto percepisse in Belgio, dove secondo Het Nieuwsblad il suo stipendio si aggirava attorno agli 1,2 milioni di euro lordi all’anno.
E a gennaio potrebbero tornare alla carica anche il Torino e i club di Premier League che si erano già mossi in estate.
Prima, però, ci sarà un incontro particolare.
Martedì 13 ottobre alle 21 il Club Brugge affronterà l’Inter a San Siro. Stankovic sarà dalla parte opposta rispetto alla scorsa stagione, con il rischio concreto di osservare i suoi ex compagni ancora una volta dalla panchina.
Se dopo quella partita dovesse scivolare ulteriormente nelle gerarchie, il discorso relativo a gennaio potrebbe entrare nel vivo molto prima di quanto l’Inter voglia ammettere.
La porta è socchiusa. Resta da capire se il Club Brugge vorrà attraversarla.
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