Ecco lo sceicco che vuole l'Inter, ma non è l'unico: la posizione di Oaktree. Il patrimonio...
È Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani il nome dietro Al Mirqab, family office di Doha che avrebbe manifestato interesse per una quota di minoranza dell'Inter
È Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani il nome dietro Al Mirqab, family office di Doha che avrebbe manifestato interesse per una quota di minoranza dell'Inter. Come riporta Tuttosport, allo stato attuale i contatti ci sarebbero ma soltanto a livello verbale:
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"Nessuna trattativa è stata avviata e il gruppo qatariota non è l’unico soggetto ad aver bussato alla porta di Oaktree, che per ora non contempla la cessione della società — un epilogo fisiologico per qualsiasi fondo, ma i tempi non paiono maturi —, ma potrebbe prendere in considerazione operazioni che non comportino il controllo".
PATRIMONIO PERSONALE
"Hbj, 67 anni, è molto più di un ricco membro della famiglia reale. Ministro degli Esteri dal 1992 al 2013 e primo ministro dal 2007 al 2013, è stato per oltre 20 anni uno degli uomini più influenti di Doha, accompagnando la crescita internazionale del Qatar sul piano politico e finanziario. Nello stesso periodo ha avuto un ruolo di primo piano nella Qatar Investment Authority, il fondo sovrano dell’emirato, prima di lasciare gli incarichi pubblici nel 2013. Forbes stima il suo patrimonio personale in oltre 5 miliardi di dollari. A gestirne una parte importante è Al Mirqab, struttura familiare attraverso la quale Hbj investe in finanza, alberghi e immobili di pregio".IL RITORNO DEGLI AL THANI
"Ha già importanti interessi in Italia e ha acquistato Villa Certosa. L’Inter, del resto, non è un interesse nuovo per gli Al Thani. Nel 2023 fu Jassim bin Hamad, figlio di Hbj e presidente della Qatar Islamic Bank, a interessarsi al club mentre Suning cercava investitori. La richiesta di 1,2 miliardi di euro formulata dalla proprietà cinese fu però giudicata troppo alta e i discorsi non andarono avanti. Tre anni dopo lo scenario è cambiato: Oaktree non ha necessità di vendere, i conti dell’Inter sono migliorati e il progetto del nuovo stadio ha aggiunto valore all’investimento. Quella valutazione, se si parlasse dell’intero pacchetto azionario, sarebbe realisticamente anche troppo bassa. Per ora, però, si resta a contatti preliminari, non ancora a una vera trattativa, per una quota di minoranza".(Tuttosport)
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