FC Inter 1908 Calciomercato Mercato Inter In Croazia - Inter, no a Everton e Newcastle per Sucic. Lui non ci pensa proprio: ha un'idea chiara

In Croazia - Inter, no a Everton e Newcastle per Sucic. Lui non ci pensa proprio: ha un'idea chiara

Redazione1908
Boban ha rivolto a Petar un complimento enorme, ma ha anche espresso dubbi sul fatto che l’Inter sia il posto giusto per il suo futuro

Le voci sul futuro di Petar Sucic sono arrivate anche in Croazia. Anzi, sono partite dalla Croazia, alimentate anche dalle recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente della Dinamo Zagabria, Zvonimir Boban:

�Penso che Sučić dovrebbe avere più spazio all’Inter. È un giocatore completo, straordinario, dotato di grandissima classe e coraggio. È evidente che in questo momento non si senta a proprio agio. Se le cose dovessero continuare così, non so quanto avrebbe senso per lui restare in quel club. Per me è una delle migliori mezzali al mondo».

Boban ha rivolto a Petar un complimento enorme, ma ha anche espresso dubbi sul fatto che l’Inter sia il posto giusto per il suo futuro.

Sučić non pensa all’addio: vuole convincere Chivu

Secondo le informazioni dell'autorevole quotidiano croato Sportke Novosti, "Sučić è paziente, è soddisfatto della sua prima stagione ed è concentrato esclusivamente sull’Inter. Non sta pensando di andarsene. È convinto di poter persuadere Chivu, attraverso le prestazioni e il lavoro in allenamento, a concedergli il minutaggio e il ruolo che desidera.

Se ci riuscirà, non si parlerà di trasferimento. Se invece da qui all’inverno dovesse rendersi conto di giocare poco e di non poter essere soddisfatto dello sviluppo della propria carriera, allora vorrà cambiare squadra. Petar Sučić non si accontenterà semplicemente di essere un giocatore dell’Inter. Vuole giocare.

Ha un carattere simile a quello di Luka Modrić: vuole una cosa soltanto, giocare, giocare e ancora giocare. Per questo motivo, nulla può essere escluso"

Newcastle ed Everton interessati: l’Inter ha sempre chiuso la porta

"In passato diversi club si erano interessati a lui, soprattutto gli inglesi Newcastle ed Everton, ma allora l’Inter aveva risposto che il giocatore non era in vendita.
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Nel frattempo, però, è cambiata la dirigenza. Piero Ausilio, che aveva portato Petar all’Inter, non è più nel club e le cose stanno cambiando.

È quindi possibile che, davanti a un’offerta economicamente importante, i nerazzurri possano concedergli il via libera.

A quale cifra? Per il momento si possono soltanto fare ipotesi.

La stagione è appena iniziata, Sučić ha ancora quattro anni di contratto ed è logico che non abbia fretta e non voglia creare tensioni.

È arrivato all’Inter per costruirsi una carriera e non vuole prendere decisioni dopo appena un mese e mezzo di stagione, buona parte del quale trascorso con la Nazionale. I prossimi tre mesi saranno quindi il vero banco di prova per capire quale sia la sua posizione nelle gerarchie dell’Inter e quanto possa esserne soddisfatto.

Se tra i club dovesse diffondersi la notizia che l’Inter è disposta a cederlo, certamente Sučić non avrebbe bisogno di molto tempo per trovare una nuova destinazione.

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Ma Petar non è uno di quei giocatori che si arrendono e cercano una strada alternativa. Vuole sempre vincere. È un atleta fermamente determinato a dimostrare il proprio valore ovunque si trovi e in qualsiasi circostanza.

È così che vede anche la sua attuale situazione all’Inter. Non vuole cercare un’altra strada, ma dimostrare a Chivu di valere più degli altri e di meritare la sua fiducia.

Se però, con il passare del tempo, dovesse emergere che la soluzione migliore è andarsene, allora arriverà anche quel momento. L’unica cosa che non dovrebbe succedere è che continui a raccogliere soltanto le briciole in termini di minutaggio, per poi ricevere critiche perché non riesce a esprimersi al meglio. Due situazioni che spesso si verificano una dopo l’altra.

Ma per confermare tutto il suo potenziale ha bisogno di una cosa: diventare titolare nell’Inter. Non potrà riuscirci in altro modo. Non necessariamente in ogni partita, ma nella maggior parte degli incontri deve partire dal primo minuto"

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