Inter, occhio allo Shakhtar: talento, velocità e possesso. Ma in difesa...
È di nuovo tempo di Champions League, con l’Inter alla ricerca dei primi punti nell’edizione 2026/27. I nerazzurri, reduci dalla vittoria in trasferta sul Bologna in campionato, attendono lo Shakhtar Donetsk a San Siro per la terza giornata della League Phase: il match è in programma mercoledì 21 ottobre alle ore 21:00. La squadra di Chivu è ancora ferma a quota 0 in classifica dopo i primi due match europei, mentre gli ucraini hanno collezionato quattro punti grazie al pareggio all’esordio in casa del PSV e al successo per 3-1 ottenuto contro l’AEK Atene. Squadra giovane e talentuosa, lo Shakthar è allenato per il secondo anno consecutivo da Arda Turan, che nella scorsa stagione ha guidato il club al sedicesimo titolo di campione d’Ucraina e alla semifinale di Conference League.
Shakhtar, modulo e stile di gioco
Arrivato alla guida del club nel maggio 2025, Arda Turan ha impostato la squadra con un 4-3-3 molto fluido ed elastico, in grado di trasformarsi in un 4-2-3-1 o in un 4-1-4-1 nelle varie fasi della partita. La sua squadra cerca di mantenere una precisa identità tecnica anche nelle competizioni europee: un progetto basato su calciatori giovani, con un folto blocco di brasiliani in linea con la tradizione dello Shakhtar, dotati di qualità individuale, velocità e capacità di giocare negli spazi stretti. Il lavoro di Turan ha costruito una squadra che non rinuncia alla costruzione e alla ricerca del possesso, cercando di mantenere la propria identità di gioco contro ogni avversario: un gioco che parte dalla ricerca della costruzione dal basso e che può contare su un centrocampo di qualità, capace di rompere le linee e innescare la velocità degli esterni offensivi.Proprio il centrocampo è il reparto chiave per le caratteristiche di gioco dei campioni d’Ucraina: le due mezzali sono molto brave nell’alzare rapidamente la propria posizione nei momenti di transizione offensiva veloce, diventando di fatto due trequartisti capaci di creare superiorità numerica nella zona centrale del campo. In questo modo, con l’azione che si sviluppa frequentemente sugli esterni, l’ala di riferimento si trova ad avere diverse opzioni in area di rigore, oltre alla possibilità di sfruttare la sovrapposizione del proprio terzino. Un vasto ventaglio di soluzioni offensive, che rende lo Shakhtar una squadra imprevedibile e capace di colpire in più modi. Dall’altra parte, però, gli ucraini possono concedere spazi quando viene saltata la prima pressione e si trovano a dover indietreggiare lasciando diversi spazi in mezzo al campo. La volontà di costruire gioco portando diversi uomini in avanti può lasciare spazi agli avversari tra difesa e centrocampo o alle spalle dei terzini. Un rischio che aumenta quando la squadra perde palla con molti giocatori oltre la linea del pallone. Contro il PSV, ad esempio, i primi minuti della ripresa hanno evidenziato una vulnerabilità nella gestione dell'immediata transizione difensiva: la squadra olandese è arrivata al pareggio al 48', sfruttando un cross basso dalla sinistra e l'inserimento centrale di Sergiño Dest.
L'inizio di stagione dello Shakhtar
Lo Shakhtar ha iniziato la stagione in modo positivo, sulla scia dell’anno passato terminato con la vittoria del campionato, con un rendimento domestico che ha portato gli uomini di Arda Turan in vetta alla classifica: otto vittorie nelle prime nove giornate, 20 reti realizzate e appena cinque incassate. Anche in Champions League lo Shakhtar è partito col piede giusto: il cammino europeo è cominciato con l'1-1 in trasferta contro il PSV ed è proseguito con il 3-1 sull'AEK Atene. Quattro punti e quattro gol segnati nelle prime due gare, con tre reti arrivate nella seconda partita, tutte nella ripresa o nel finale di gara.Lo Shakhtar cerca di mantenere la propria identità di gioco sia in campo nazionale che internazionale, e in questo primo scorcio di stagione è riuscito a collezionare risultati positivi mettendo in campo principi di gioco propositivi, pur con qualche differenza tra campionato e Champions League: nella Premier League ucraina la squadra di Arda Turan riesce a controllare le partite grazie all’elevato tasso tecnico dei suoi giocatori, espresso da dati come il 65% di possesso palla medio a partita, i quasi 2 XG a partita e 13 conclusioni tentate di media. Numeri che esprimono una discreta supremazia, ma che non trovano lo stesso riscontro in campo europeo: nelle due gare di Champions, il dato del possesso palla scende al 50%, mentre sono dimezzati gli XG (da 1,98 a 0,94) e i tiri nello specchio (da 6,25 a 3).
Al netto dei numeri, però, lo Shakhtar è stato in grado di colpire utilizzando le proprie armi migliori, ovvero la qualità del proprio reparto offensivo, la velocità e il dribbling degli esterni. Analizzando i gol realizzati nelle gare europee, i due realizzati da Mendoza seguono lo stesso spartito: uno contro uno dalla sinistra per rientrare sul destro e concludere sul secondo palo. Il rigore del pareggio contro l’AEK nasce da una transizione che ha portato Alisson in area di rigore, con il brasiliano abbattuto dopo un dribbling a rientrare, mentre il gol del 2-1 arriva grazie a un’altra iniziativa sulla fascia, finalizzata dalla sovrapposizione e conclusione di Vinicius Tobias. Reti che raccontano delle qualità offensive degli ucraini, molto pericolosi quando riescono a ribaltare il campo in velocità, a trovare combinazioni di qualità nello stretto e a innescare la velocità delle proprie ali.
Shakhtar, i giocatori chiave
Arda Turan lavora con una rosa giovane, con 24 anni come età media e una discreta personalità nel modo di stare in campo, con anima ucraina e talento brasiliano. Il leader della squadra è il capitano Mykola Matvijenko, solido centrale difensivo cresciuto nelle giovanili del club e tornato in prima squadra dal 2018, uno degli elementi con maggior esperienza nella rosa dello Shakhtar e della Nazionale ucraina. Dal centrocampo in avanti, invece, sono diversi i giocatori capaci di fare la differenza grazie all’elevato tasso tecnico e alle qualità palla al piede, capaci di scambiarsi di posizione e di farsi trovare in diverse zone di campo. Pedrinho è uno dei giocatori più importanti per la gestione del possesso: ha qualità nel passaggio, visione di gioco e personalità per assumersi la responsabilità della manovra e nei momenti decisivi. Contro l'AEK, ad esempio, ha trasformato il rigore del momentaneo 1-1.Mendoza è uno dei principali riferimenti nell'uno contro uno. Parte dalla fascia sinistra, accelera, si accentra e cerca la conclusione con il piede preferito. Ha segnato contro il PSV e ha chiuso la partita con l'AEK realizzando il 3-1 con una diagonale conclusa verso l'angolo alto più lontano. Dalla parte opposta agisce Alisson Santana, capace di rompere l'equilibrio con iniziative individuali e inserimenti in profondità. Contro l'AEK ha creato pericoli sulla destra e si è procurato il rigore del pareggio, oltre a servire l'assist per la rete di Vinícius Tobias, terzino che gioca in costante proiezione offensiva come dimostra la rete del 2-1 contro la squadra greca.
Lo slot di prima punta è occupato da Kaua Elias, attaccante brasiliano classe 2006, arrivato dal Fluminense nel 2025, che rappresenta il riferimento centrale della squadra. Può lavorare per i compagni, attaccare lo spazio tra i centrali e favorire gli inserimenti degli esterni. Tra i pali, invece, il portiere è Dmytro Riznyk, riferimento importante per la squadra, decisivo contro l'AEK con diversi interventi decisivi prima della rimonta, impedendo agli avversari di allungare il vantaggio. Un altro profilo chiave nella costruzione di gioco è Marlon Gomes, centrocampista dinamico che occupa la posizione davanti alla difesa, mentre Oleh Ocheretko ha maggiore licenza negli inserimenti, e Newertton completa le opzioni a disposizione di Turan sugli esterni. La rosa comprende inoltre altri giovani brasiliani, come Isaque e Lucas Ferreira, che possono cambiare il ritmo della partita entrando dalla panchina.
Lo Shakhtar Donetsk arriva alla sfida con l'Inter in una fase positiva: primo in campionato, campione ucraino in carica e reduce dalla prima vittoria europea contro l'AEK. La squadra di Arda Turan ha una struttura offensiva riconoscibile, con esterni tecnici e rapidi, centrocampisti capaci di partecipare alla costruzione e terzini che accompagnano la manovra. L’appuntamento per è mercoledì 21 ottobre a San Siro, con fischio d’inizio alle ore 21:00.
(Fonte: Inter.it)
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