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Da Conte a Inzaghi: contro il Sassuolo nasce la nuova Inter. Ma arrivano due bocciature

Fabio Alampi

L'analisi di Fcinter1908: i nerazzurri soffrono e non brillano, ma tornano da Reggio Emilia con nuove risposte

C'era un solo risultato a disposizione per l'Inter: la vittoria. E così è stato: i nerazzurri vincono sul sempre ostico campo del Sassuolo e riprendono la marcia in campionato, dando così continuità al successo di Champions League contro il Barcellona. 3 punti che sono ossigeno puro per la formazione interista, così come per Inzaghi, ma che non cancellano le difficoltà e le insicurezze palesate in questo difficile inizio di stagione: i neroverdi mettono più volte i brividi ad Onana (al debutto da titolare in Serie A) e tengono a lungo il comando delle operazioni, ma ci pensa Edin Dzeko con una doppietta a scacciare i fantasmi del passato.

Da Sassuolo a Sassuolo

La gara contro il Sassuolo può rappresentare la nascita di una nuova Inter: non tanto per il risultato, quanto per le indicazioni tattiche e per le scelte di formazione. In primis, l'esordio di Onana in campionato: il camerunense, che fin qui aveva giocato solamente in Champions League, ha messo subito in mostra la sua personalità nel chiamare e giocare la palla con i piedi, partecipando attivamente alla manovra. La sua presenza al posto di Handanovic cambia necessariamente il modo di giocare e di difendere della squadra, tornata ad avere un baricentro molto basso: un fattore che regala più serenità alla retroguardia nerazzurra, comunque ancora lontana dai livelli degli scorsi anni. Ricorda qualcosa? Eh già: proprio contro il Sassuolo la squadra allora allenata da Antonio Conte trovò la sua fisionomia definitiva, dando il via a una cvalcata cul,inata con la conquista dello scudetto.

Una promozione e due bocciature

Per una promozione (definitiva?), con l'avvicendamento di Onana per Handanovic in porta, l'Inter torna da Reggio Emilia con due bocciature. La prima, quello di Asllani: il centrocampista albanese, schierato nuovamente titolare dopo la gara di sabato contro la Roma, è stato sostituito nell'intervallo, con Inzaghi che ha preferito inserire il più esperto Mkhitaryan abbassando Calhanoglu in cabina di regia, così come si è visto contro il Barcellona in Champions League. Prima dell'infortunio di Brozovic l'ex Empoli aveva visto il campo solamente per 30 minuti: la sensazione è che presto tornare a scaldare la panchina, a maggior ragione quando il croato tornerà a disposizione.

Le seconda, forse ancor più grave, è quella di Gosens: l'esterno tedesco è rimasto ancora una volta a guardare, e le scelte di Inzaghi lasciano pensare che il destino dell'ex Atalanta sia ormai segnato. Con Dimarco giustamente confermato come titolare, il suo primo cambio ancora una volta è stato Darmian, adattato sulla fascia mancina: un segnale che sa di stroncatura.