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La metamorfosi di Inzaghi: “Ora l’Inter è a sua immagine. E Simone ha dimostrato di…”

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Venerdì sera il tecnico ritrova all’Olimpico l’ex squadra contro cui ha perso la prima gara da nerazzurro: è già un test per la stagione

Matteo Pifferi

"Rispetto all’ultima volta questo è tutt’altro Simone. Non più un romano appena trasferito al Nord, ma un milanese di passaggio nella Capitale". Apre così l'articolo de La Gazzetta dello Sport in merito al confronto tra il Simone Inzaghi che sfidò la Lazio il 16 ottobre 2021 e quello che affronterà i biancocelesti venerdì: "L’Inter dell’Inzaghi-bis finora ha mostrato due volti differenti. Nell’esordio in Salento la squadra aveva vizi antichi e l’innata tendenza a complicarsi la vita: proprio i difetti che l’anno scorso hanno allontanato dal firmamento la seconda stella. A San Siro con lo Spezia l’Inter è stata autoritaria e sempre sul punto di esondare, riempita di nuove soluzioni soprattutto dalla panchina. Nessuna delle due rivali finora affrontate, però, ha misurato la forza reale dei nerazzurri. Per certi versi, quello di venerdì è il primo esame di stagione: sia il tecnico che i dirigenti lo considerano uno snodo essenziale per capire il grado di maturità raggiunto da tutta la compagnia. Se ne è parlato ad Appiano e il concetto è stato trasferito alla squadra, motivata già di suo pensando all’anno passato", spiega il quotidiano.

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Obiettivo derby e idea fuga

L'obiettivo dell'Inter è già prefissato: vincere contro Lazio e Cremonese, sperando di allungare sulle inseguitrici: "L’obiettivo di staff e dirigenti è quello di presentarsi al derby del 3 settembre con 12 punti pieni e l’occasione di allungare ancora un po’ sui campioni di Italia: in mezzo tra la Lazio e il Milan, c’è la ben più morbida Cremonese, martedì prossimo in un San Siro che promette già di essere esaurito. Dover rincorrere all’inizio ha affaticato i nerazzurri nel 2021-22, meglio evitare stress superfluo adesso", conferma il quotidiano.

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Nuovo Lukaku e alternative

"Se una stagione fa era ancora un principe mezzosangue, metà biancoceleste e metà nerazzurro, timidino nell’approccio alla nuova e più grande realtà, adesso Inzaghi è ben più risoluto. Ha dimostrato di poter cambiare lo scenario attorno a sé con parole e azioni da manager all’inglese: ha appena forzato la mano col presidente per tenere legato a una sedia Milan Skriniar, ma ha pure mostrato coraggio e inventiva nelle scelte in campo. In questo ritorno al futuro, Inzaghi arriva con una gang tutta nuova: Romelu Lukaku è il capo-popolo, la palla di demolizione che l’anno scorso il tecnico non aveva. Ancora più pericolosa, poi, se combinata con Lautaro Martinez, un altro di quelli che l’anno scorso litigò con maggiore furia contro Felipe Anderson", sottolinea La Gazzetta dello Sport che però ribadisce come il segreto stia in panchina, con Dzeko e Correa super motivati per il match contro la Lazio e autori entrambi di un ottimo finale di partita contro lo Spezia.

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