De Paola: "Juve, col Monza l'apoteosi dell’allegrismo più deprimente: per lo scudetto..."
Intervenuto sulle colonne di Sportitalia.com, Paolo De Paola, giornalista, ha analizzato così il percorso della Juventus, al momento prima in classifica in attesa di Napoli-Inter:
"Dopo due stagioni penose, in cui la Juve ha fallito tutti i traguardi è tempo di puntare allo scudetto. Lo hanno capito i giocatori bianconeri, ma fa finta di non capirlo il loro allenatore appiattito sull’obiettivo minimo posto dalla società. Ormai lo dicono apertamente tutti, dopo Rabiot lo ha ribadito anche Gatti. I giocatori vogliono vincere lo scudetto nonostante il “non gioco” imposto da Allegri. Curioso che a ogni minimo segnale di reazione, anche istintiva, scomposta o rabbiosa poi corrisponda il gol come nel caso dell’1-2 di Gatti. Il traguardo però non si raggiunge con prestazioni orribili come quella di Monza. L’apoteosi dell’allegrismo più deprimente: difesa a oltranza e botta di culo finale. Se questo è calcio, meglio abbandonare lo stadio e attendere direttamente il risultato finale"
"Tanto è una scommessa perché sai che un golletto prima o poi arriva, il resto è sofferenza. Eppure non è questione di qualità dei giocatori. Lo ha insegnato Spalletti che ha saputo rinunciare a Koulibaly, Mertens e Insigne facendo di necessità virtù. Basterebbe copiare e incollare. E dire che Giuntoli ce la sta mettendo tutta per aiutare Allegri andando a rivitalizzare gente come Rugani o Alex Sandro (un po’ come fece a Napoli con Mario Rui e Lobotka) e infondendo fiducia in giocatori di secondo livello perché, al contrario del suo allenatore, ritiene che tutti possano dare il loro contributo e che la differenza si possa fare anche senza eccellenze. È proprio la guerra fra due mondi e due modi di interpretare il pallone. Qui non si tratta di scommettere su un allenatore che già sente il proprio destino segnato".
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