FC Inter 1908 News Interviste Ambrosini: "Inter, Jones diverso dagli altri in rosa ma la vera forza è..."

Ambrosini: "Inter, Jones diverso dagli altri in rosa ma la vera forza è..."

Daniele Vitiello
Il pensiero dell'ex centrocampista a proposito dei Campioni d'Italia che torneranno in campo questo pomeriggio per il primo impegno della nuova stagione

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Tocca a Massimo Ambrosini, talent di DAZN, fare le carte alla prossima Serie A. L'ex centrocampista ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.

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Ad aprire le danze oggi sarà l’Inter campione d’Italia con il Monza. È ancora la squadra da battere?«Assolutamente. Anzi, con Stones, Spence e Curtis Jones il gap con le altre forse si è ampliato».

Dei nuovi arrivati chi la stuzzica di più?«Penso Jones, perché è un centrocampista diverso dagli altri della rosa nella capacità di coprire il campo e giocare in verticale. È senza dubbio un grande acquisto. Ma la vera forza dell’Inter è un’altra…».

Quale?«Una base di calciatori che giocano e vincono insieme da anni. La dirigenza nerazzurra è stata brava in questi anni a creare uno zoccolo duro importante, capace di resistere nel tempo anche ai momenti difficili. E Chivu si è meritato gli applausi».

Un anno fa si diceva che con sole 13 panchine in Serie A fosse un rischio enorme.«Invece Chivu ha vinto. E non lo ha fatto solo proseguendo nel lavoro di Inzaghi e gestendo semplicemente il gruppo, come sostengono molti. Certo, l’empatia con cui è entrato nello spogliatoio nerazzurro è stata un fattore. Ma ci ha messo del suo anche nel gioco, soprattutto alzando il pressing».

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Dietro all’Inter chi mettiamo?«Per valore della rosa, credo il Napoli».

Da Conte ad Allegri, come alla Juve 12 anni fa.«De Laurentiis con Max ha fatto una scelta di garanzia, che comprendo molto bene. In più, Allegri è un allenatore abituato a ricavare il meglio dai campioni. Se il Napoli vuole arrivare all’altezza dell’Inter, De Bruyne deve fare la differenza. Al di là dell’infortunio, non mi è sembrato al 100% coinvolto».

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Per un Napoli che ha cambiato poco, c’è un Milan che – almeno a parole – vuole fare la rivoluzione.«Sì, l’intenzione di Amorim sembra quella di spostare la squadra 20 o 30 metri più avanti e qualcosa si è già visto. Però fatico a inquadrare ancora il Milan: ha tante situazioni non definite, prima fra tutte la questione Leao, che resta il giocatore più forte della rosa, ma è sul mercato».

Cardinale ha speso molto.«Ci sta mettendo la faccia, non c’è che dire. E Ramos è un bel centravanti, aiuterà molto».

Cosa non la convince?«A differenza dell’Inter, manca una base storica forte. Che sia rimasto Modric è un bene, ma certi episodi, come i giorni in più di vacanza a Maignan e Rabiot, o la mancata presenza del capitano ai funerali di Baresi, dicono tanto e mi lasciano perplesso».

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