Bisseck: "Inter speciale. Rinnovo una bella notizia. Critiche? Ho una mia idea. Stones imporrà..."
Obiettivi, concorrenza e tanto altro. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Yann Bisseck affronta diversi argomenti a partire dal suo rinnovo fino al 2031: "Ovviamente è una bella notizia per me. Ma non cambierà molto nella mia percezione di ciò che significa giocare nell’Inter. Quando l’ho scelta, questa squadra così speciale, l’ho fatto perché mi piacevano il club e la città dove avrei vissuto. Siccome mi trovo molto bene, è tutto proprio come lo avevo immaginato prima, non ho mai pensato ad altro che a questa maglia".
Il prolungamento del legame, cominciato in sordina tre anni fa, è la testimonianza della fiducia della società. Scommettono forte su di lei.
«Questa fiducia in verità non è mai mancata. Ed è un elemento molto importante per un calciatore. Ma io a prescindere sentivo in cuor mio che sarei rimasto a lungo».Eppure lei ha ricevuto molte critiche quando ha commesso degli errori. A volte ha pagato anche la sfortuna. Come ha saputo trasformare i fischi in applausi?
«La mia idea è che sia meglio lasciar parlare gli altri e concentrarsi su quello che si può controllare. A me non interessa quello che dice la gente. Le critiche ci possono stare, vanno accettate perché fanno parte dello sport. E poi non puoi piacere a tutti. Di sicuro io credo in me stesso: sono rimasto tranquillo anche nelle fasi più delicate e in definitiva sono contento del percorso che ho fatto».
Stones
La difesa dell’Inter sta cambiando, tra le uscite di Acerbi e De Vrij e l’arrivo di Stones. Aumenta la concorrenza, considerando anche il ritorno di Pavard o l’eventuale nuovo ingresso.
«Ma è giusto così. Siamo l’Inter, non un club qualsiasi. È normale che la rosa di una squadra come la nostra sia composta da tanti giocatori bravi. E la competizione interna aiuta a non rilassarsi. Quando nello spogliatoio entra un calciatore di alto profilo, è sempre un fatto positivo: Stones imporrà agli altri difensori di alzare il livello. E di conseguenza la squadra cresce di rendimento».Si rischia anche di andare più spesso in panchina però.
«Non vedo il problema. Ci sono tante partite, tante competizioni: ci sarà spazio per tutti, non sono affatto preoccupato. Anzi, come dicevo è uno stimolo per migliorare».(Gazzetta dello Sport)
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