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fcinter1908 news interviste Braida: “Carnevali ha assorbito tanto da Marotta e Galliani. Sono sicuro che…”

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Braida: “Carnevali ha assorbito tanto da Marotta e Galliani. Sono sicuro che…”

Matteo Pifferi Redattore 
"Non me l'aspettavo, ma le grandi società fanno le rivoluzioni in poco tempo", dice Braida su Carnevali alla Juventus

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Intervistato da Tuttosport, Ariedo Braida ha commentato così l'ufficialità di Giovanni Carnevali alla Juventus:

«Non me l'aspettavo, ma le grandi società fanno le rivoluzioni in poco tempo. Sono veramente convinto che la proprietà abbia fatto un’ottima scelta. Per i rapporti personali e professionali che mi legano a Giovanni, non posso che essere felice per lui. Tutto quello che ha dimostrato di saper fare in questi anni col Sassuolo meritava un seguito: penso che non ci fosse persona più indicata di lui per guidare la Juve. Non c’è margine di rischio con lui, sebbene arrivi da una realtà molto più piccola»

Quali caratteristiche di Carnevali pensa siano state decisive nella scelta finale di John Elkann?

«La conoscenza approfondita della realtà del calcio italiano. A volte l’esterofilia, senza nulla togliere a Comolli, ci porta fuori strada. Penso che la Juve avesse bisogno di ripartire dalle cose facili: da un pallone che rotola, da una catena di comando molto chiara, da una persona credibile e riconoscibile in questo contesto. Mancava un po’ di semplicità alla Juve, Carnevali è una sintesi perfetta per i bisogni attuali».

Quanto pensa che l’influenza di dirigenti come lei, Adriano Galliani e Beppe Marotta abbiano inciso sul percorso di Carnevali?

«Diciamo che lui ha saputo assorbire tanto da Marotta e Galliani. Si è creato una struttura morale per risultare il profilo perfetto per questa Juve: avrà tempo per mettere a frutto tutto il suo bagaglio d’esperienza. Conosco bene sia lui che Marotta, due che hanno saputo cogliere ogni minima sfaccettatura del mestiere. Ci conosciamo bene perché ci siamo frequentati anche tanto, persino in vacanza: siamo stati insieme in Sardegna e in Croazia. Giovanni è un amico da una vita, ma anche negli anni ‘80 mi ha impressionato la sua passione e la sua curiosità, sin dai tempi dei suoi esordi alla Milanese. Abbiamo sempre avuto voglia di fare, di stupire, di andare oltre: questo è il tratto che hanno in comune tutti gli uomini di successo, a prescindere dall’ambito in cui sono impiegati».

Dove immagina questa Juve tra cinque anni? È un tempo sufficiente per giudicare un’intera gestione.

«Per me la Juve aveva davvero solo bisogno di tornare alla semplicità, ripartendo da una dirigenza forte. Sono sicuro che Giorgio Chiellini saprà affiancarlo al meglio in quest’avventura. Imparerà tanto da Carnevali, l’unico in grado di poter inaugurare un ciclo vincente a Torino. Glielo auguro di cuore».