FC Inter 1908 News Interviste Buffon: "Mancini? L'addio resta. Avrei dato la panchina della Nazionale a Conte"

Buffon: "Mancini? L'addio resta. Avrei dato la panchina della Nazionale a Conte"

Fabio Alampi
L'ex portiere e capitano azzurro dice la sua sul momento difficile del nostro calcio

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Gianluigi Buffon, ex portiere e capitano della Nazionale, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare della situazione del nostro calcio: "Ora c'è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare, con Mancini, lo slancio che ci ha portati all'Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale".

Mancini ha ammesso: "Ho sbagliato". Sufficiente?

"Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così".

Per lei?

"Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione".

Resta l'addio di agosto...

"Resta. Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s'è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza".

Gira voce che, dopo Spalletti, lei si sia opposto a Mancini che s'era candidato già allora.

"Avevo un ruolo importante, ma non mi spettava l'ultima parola. In quel momento Gattuso era il meglio che ci fosse sul mercato per quel ruolo. Poco tempo e spareggi praticamente certi: c'era bisogno di motivare una squadra un po' abbattuta e restituirgli entusiasmo e senso di orgoglio. Penso di conoscere il calcio, so che un risultato non si valuta da un'espulsione o da un rigore in più o in meno. Bisogna vivere la quotidianità e intercettare le dinamiche che si creano tra squadra e allenatore, e poche volte ho percepito tanta armonia, stima e comunione d'intenti".

Con Mancini c'è Ranieri, personalità fuori da qualsiasi discussione. Zoff s'è chiesto a cosa serva un dt.

"Capisco che da fuori si possa avere qualche dubbio, è legittimo, però in questo momento è importante una figura così in un ruolo delicato. Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche".

Uno come Lippi oggi c'è?

"Preferirei che la domanda fosse posta diversamente: una volta stabilito l'obiettivo tra dt e presidente, quale sarebbe il miglior tecnico?".

Se quindi lei fosse il dt?

"Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire "quello è la persona giusta", senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale".