Calcagno (Aic): "Gravina? Non abbiamo parlato di successori. Nessuna guerra agli stranieri ma..."
«Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche». Lo ha detto, alla fine dell'incontro con le componenti federali convocato a Roma dall'ormai ex presidente della Federcalcio, il presidente dell'Aic, Umberto Calcagno. Nell'incontro Gravina ha comunicato le sue dimissioni e la data per le elezioni del nuovo presidente della Federazione italiana di calcio: il 22 giugno.
«La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero, non ci appartiene questa cosa. Negli altri Paesi ci sono sono le stesse norme, in Spagna non hanno neanche restrizioni ma il 60% sono giocatori spagnoli. Serve un cambio di passo rapido. Dobbiamo insegnare il calcio alla base in maniera diversa, perché i nostri ragazzi si appassionino in maniera diversa al nostro sport, il cambio va fatto alla base e anche nella parte apicale. La rifinitura del talento non la fa la Federazione, ma la fanno le società », ha aggiunto.
«La delusione deve essere trasformata in positività . Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare. Oggi sono importanti i programmi e metterci d'accordo. Poi scegliamo la persona», ha concluso.
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