De Bruyne: "Scudetto? Inter favorita, poi 6-7 squadre. Conte? Visioni diverse. Stones e Akanji..."
Kevin De Bruyne, centrocampista del Napoli e del Belgio, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere dello Sport. L’ex calciatore del Manchester City si è soffermato sul rapporto con Antonio Conte, ma anche sulle ambizioni della squadra di Allegri e sull’Inter, avversaria dei partenopei in campionato, in cui militano alcuni dei suoi ex compagni ai tempi dei Citizens.
Cosa non ha funzionato con Conte?
«Succede, non è un grande problema: non puoi legare con tutti nella tua carriera e va bene così. Non sono l’unico, a volte le persone hanno visioni diverse del calcio. Tutto normale».
Si diverte ora?
«Mi divertivo anche l’anno scorso: voglio godermi la vita e gli ultimi anni di carriera. Se non mi divertissi, smetterei e sarei felice di fare cose diverse. Non gioco per soldi o per altro, ma solo perché voglio e perché mi diverte. È l’unico motivo. Eppure ascolto tante sciocchezze...».
Le piacciono il nuovo progetto e il nuovo allenatore?
«Sono arrivato da venti giorni ed è cambiato tutto, non voglio fare un’analisi in così poco tempo. Però direi che abbiamo cominciato bene e mi sento bene anche io, tanto che ho iniziato a giocare subito».
La squadra è forte?
«Sì, certo. Siamo arrivati secondi, quindi siamo forti. Abbiamo cambiato giusto un paio di uomini e ci conosciamo tutti».
Il Napoli può ambire allo scudetto?
«Credo di sì, ma se guardo la rosa e gli acquisti credo che l’Inter sia la prima favorita. Noi siamo lì con le solite sei o sette squadre, tutte vicine in ordine sparso. Credo che alcuni club investano un po’ più di noi, quindi sarà di nuovo una corsa difficile».
Il 5 settembre c’è Inter-Napoli con KDB, Stones e Akanji: i vecchi tempi del mitico City.
«Conosco John e Manu molto bene: li vedo in vacanza e le nostre famiglie si frequentano. Sarà bello rivederli, credo siano felici ed è la cosa più importante».
Torniamo al presente: ha già colto una differenza tra Allegri e Conte?
«Conte è molto rigido, più focalizzato sul rapporto professionale. Calcio, calcio, calcio. Pensa solo al calcio. Non c’è connessione personale con i giocatori. Allegri invece è un po’ più sciolto, più informale, e da quanto ho potuto vedere cura di più il legame personale. Ogni allenatore è diverso dall’altro e io ho lavorato con tanti allenatori diversi».
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