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Intervistato dal Corriere dello Sport, il ds del Como ha parlato della corsa Champions ma anche di mercato e dell'interesse dell'Inter verso due giocatori di Fabregas: «Non dipende solo da noi, dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare. Conosciamo le nostre potenzialità e vogliamo vincere le prossime tre partite. È già un’annata di grande valore, ma le valutazioni definitive le faremo dopo l’ultima gara. Speriamo di regalare ai tifosi la miglior gioia possibile».
Il Como ha disponibilità da big e pressioni da provincia: tanti colleghi vorrebbero essere al suo posto.
«So di essere super fortunato come uomo e professionista perché ho l’opportunità di lavorare in un progetto straordinario, a stretto contatto con Fabregas e con una proprietà ambiziosa. Sono anche orgoglioso del percorso di crescita personale fatto in questi anni».
Il rapporto con la proprietà?
«È quotidiano, attraverso il presidente. Abbiamo una guida presente, equilibrata e visionaria. Fa una grande differenza: è un’altra chiave del nostro successo».
Vi viene spesso contestato il basso numero di italiani in rosa.
«Critica che non capisco. Non abbiamo tolto nulla al sistema italiano. Puntiamo su giovani che all’estero hanno già esperienza in prima squadra, cosa che qui accade meno. Inoltre, per le proprietà straniere è più facile investire all’estero e molti dei nostri giocatori provengono da contesti, come quello spagnolo, con un’identità tecnica simile alla nostra».
State lavorando anche sui giovani italiani?
«Assolutamente sì. Vogliamo costruire un settore giovanile coerente con la prima squadra, per far crescere talenti italiani secondo la nostra metodologia e lanciarli in Serie A. È un progetto ambizioso, ma nel giro di qualche anno ci aspettiamo risultati concreti».
In caso di Europa, cambierà la strategia di mercato?
«Rimarrà equilibrata e coerente. Però, per fare il salto di qualità, sarà ancora più importante individuare giocatori con caratteristiche specifiche. Il fair play finanziario sarebbe una sfida ulteriore per tutta la società».
Il futuro passa da Fabregas?
«Sì, è centrale nel nostro progetto. C’è totale allineamento tra la sua ambizione e la nostra. Nonostante abbia vinto tutto, ha una grande voglia di imparare e confrontarsi. Como è diventato un ambiente ideale anche grazie a lui, è la nostra guida».
È un predestinato?
«Lo dice Conte e io mi fido. Io posso dire che è completo sotto ogni aspetto, un fuoriclasse».
Il futuro di Nico Paz?
«Ci confronteremo a fine stagione con il Real Madrid per capire le loro intenzioni. Dal nostro punto di vista il futuro è con Nico. Non solo lo speriamo, ma vogliamo che resti. Confidiamo di poter contare su di lui per la prossima stagione. Ovviamente non possiamo controllare tutto, per cui siamo pronti a ogni scenario».
Ci sono state interlocuzioni con l’Inter per il giocatore?
«Non c’è stato alcun tipo di confronto ufficiale con loro. Assolutamente».
State monitorando altri talenti, magari dal Real?
«Abbiamo un buon rapporto, ma non cerchiamo “nomi”. Cerchiamo giocatori funzionali al nostro progetto».
Quali giocatori l’hanno sorpresa di più quest'anno?
«Due in particolare: Da Cunha, per la crescita straordinaria, e Perrone, che ha avuto un’evoluzione impressionante anche dal punto di vista carismatico».
Perrone ha già mercato? Se ne parla in ottica Inter.
«Non sorprende se ne parli, ma al momento non abbiamo ricevuto richieste».
Un sogno nel cassetto per il futuro?
«La Champions League con il Como, senza dubbio».
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