FC Inter 1908 News Interviste I fratelli Esposito: "Che emozione l'Azzurro da fratelli". "Da piccoli Pio in porta ma mi sa..."

I fratelli Esposito: "Che emozione l'Azzurro da fratelli". "Da piccoli Pio in porta ma mi sa..."

Eva A. Provenzano
Due fratelli in Nazionale: Pio e Seba hanno raccontato la loro emozione per la convocazione di Mancini e hanno rivelato qual è il loro segreto

Francesco Pio Esposito, attaccante dell'Inter, e il fratello (ex nerazzurro) attaccante del Sassuolo Sebastiano Esposito, sono stati intervistati su Vivo Azzurro in una diretta live del canale della FIGC.

I due, convocati dal ct Mancini per le gare della Nations League, hanno raccontato un po' del momento che stanno vivendo insieme in Nazionale in un'intervista doppia.

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-Le prime indicazioni che avete ricevuto da Mancini?

Pio: "Il mister è stato un grande attaccante e ci può dare tantissimi suggerimenti sul ruolo e indicazioni tecniche".

-Anche motivazionali...

Sebastiano: "Ci ha detto di godercela. Venire in Nazionale in generale è strepitoso e fai fatica a godertela per le emozioni che provi. Andare in Nazionale con tuo fratello porta ad emozioni in più, sicuramente. Ma ci ha detto di godercela e ci ha dato soprattutto indicazioni di campo, come posizionare il corpo, aiutarci a rendere meglio".

-Sarà un raduno extralarge: come si vive da giocatori?

Pio: "È una cosa nuova per tutti, ma ci piace. Perché a noi piace giocare e più partite si giocano e meglio è. Saranno tutte e quattro partite importanti e di alto livello".

-Esordire in casa servirà?

Sebastiano: "Beh, sicuramente. Secondo me per come viviamo il calcio in Italia aiuta. Ma cercheremo di portare a casa punti".
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-Il battesimo di Seba è avvenuto?

Pio: "Sì. È stato il migliore tra chi ha cantato ieri".

Seba: "E si, i primi quattro erano andati malino e allora ho detto che avrei provato io, peggio di quello non potevo fare".

I due hanno anche rivelato in un gioco chi è il più. E il più disordinato è Sebastiano, per esempio. O forse entrambi. Pio il più permaloso e il più ritardatario è Sebastiano, che è anche più superstizioso.

-Prima volta per Sebastiano, Pio quanto è bello tornare e vedere quello che hai costruito in Nazionale se pensi al primo gol per esempio?

Anche se non è la prima volta, tutte le volte che torni qui è come se lo fosse. È sempre speciale e incredibile. Il primo gol è stato molto d'istinto, è sempre una liberazione incredibile per un attaccante. Una grandissima emozione.

Seba: "Io ero a Brescia quando mio fratello ha segnato il primo gol in Nazionale".

Pio: "Ci sono tanti volti nuovi, tanti giovani, è una bella cosa, servirà a ripartire, ne abbiamo bisogno. Ma so anche quanto ci tengono i veterani, quanto sono stati male per la mancata qualificazione ai Mondiali che ho vissuto in prima persona. Un giusto mix insomma.

Seba: "Il percorso nelle giovanili mi è servito per capire ancora di più l'importanza della Nazionale. Io ho perso la finale Under17 dell'Europeo con la Nazionale. Serve a fare passi in avanti verso la vita e verso la maglia che indossi. Un'emozione diversa, ho fatto tornei importanti con l'Inter, e siamo stati fortunati su questo aspetto, ma rappresentare la Nazionale è un'altra cosa".

-Chi ha rotto più vasi a casa?

Pio: "Io da piccolo giocavo in porta, mi mettevano in porta".

Seba: "Facevamo nonnismo e lo mettevamo in porta per farlo crescere, io e Salvatore (il terzo dei fratelli Esposito, gioca nella Samp, ex Inter pure lui.ndr) tiravamo e lui faceva il portiere. Lo avevamo quasi convinto a fare il portiere, poi è cresciuto e ha cambiato idea".

Pio: "Anche perché qui in Nazionale era tosta arrivare fare il portiere".

Seba: "Sì (ride.ndr) mi sa che ha visto un attimo Gigio e ci ha pensato bene di fare il portiere".

-Cosa significa per voi Castellammare?

Seba: "È un orgoglio per noi venire da lì. Essere nati lì. Abbiamo girato tante città belle, soprattutto io, anche all'estero. Ma rimane il posto più bello del mondo. Ci siamo legati, gli dobbiamo tanto e ogni volta che possiamo tornare e aiutiamo volentieri ogni volta che c'è bisogno le persone di Castellammare".

"Prima di venire qua siamo stati al Cicerone e Pio non si ricordava che prima il campetto era di cemento, poi è stato rifatto dal Comune e poi col passare degli anni si è rovinato, nessuno lo aveva voluto rimettere a posto, ma la nostra infanzia l'abbiamo passata lì e andavamo sempre in quel campetto perché avevamo come passione quella del calcio. Ci aiuta tantissimo quel campetto: vogliamo riportare i giovani sulla via giusta, è facile imboccare brutte strade ma noi vogliamo che i ragazzi trovino la giusta strada!".

Screen Vivo Azzurro

-Come è questo legame tra fratelli?

Sebastiano: "Siamo fortunati perché abbiamo avuto genitori straordinari. Grazie a loro, ma siamo stati bravi in questo noi, abbiamo reso forte il legame tra noi. Siamo stati sempre forti insieme, legame forte, costruito sulla base dell'amore che tra noi è straordinario. Se Pio sbaglia gol lo prendiamo in giro e succede spesso...".

Pio: "Mia mamma ha sofferto il distacco perché siamo andati tutti via da casa e quindi non esitiamo, appena possiamo torniamo da lei a casa. Perché se lo merita, hanno messo sempre noi davanti a tutto e tutti. E ora è arrivato il momento di invertire le cose. Hanno fatto tanti sacrifici per organizzare tutto quando andavamo a giocare nell'Inter, avevamo partite diverse e ci organizzavamo, abbiamo fatto tanti sacrifici".

-Cosa sentite prima di queste partite?

Seba: "Non vediamo l'ora di arrivare a venerdì e affrontare questa emozione. Ma abbiamo entrambi un po' di incoscienza che ci aiuterà sicuramente".

Pio: "E ansia no..."

(Fonte: Vivo Azzurro)

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