FC Inter 1908 News Interviste Guarin: "Via dall'Inter perché ingestibile. L'alcol un'ossessione. I dirigenti dissero..."

Guarin: "Via dall'Inter perché ingestibile. L'alcol un'ossessione. I dirigenti dissero..."

Gianni Pampinella
Alla Gazzetta dello Sport, l'ex giocatore racconta il suo calvario

"Ho toccato il fondo, adesso sto risalendo. Mi sento meglio, inseguo la felicità. Racconto la mia esperienza ai più giovani così che possa aiutarli a non sbagliare". Esordisce così Fredy Guarin in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. L'ex centrocampista dell'Inter racconta il suo calvario coinciso con i suoi anni a Milano.

"L’Inter mi è rimasta nel cuore, il mio sogno era tornare a San Siro e l’anno scorso l’ho realizzato. Anche i tifosi sono speciali. Dispiace non aver reso al massimo in nerazzurro. Sono sempre stato fedele, anche quando stavo per passare alla Juventus. Io non volevo andare via".

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Sarebbe andato da Conte e poi chissà magari avrebbe trovato proprio Allegri in bianconero.

“Eh, sa, la vita è una sliding doors continua. So che Antonio mi voleva. Io alla fine sono rimasto all’Inter e va bene così. Avevo anche la possibilità di andare al Galatasaray da Mancini. Poi, in ogni caso, sono triste per come è andata a finire. Ho fallito tutti gli obiettivi, calcistici e personali. Ero completamente preso dall'alcol”.

Già, l’alcol. È stato l’avversario più difficile mai affrontato?

“Eccome. Io già quando giocavo bevevo e per me non era un discorso di socialità, ma una vera e propria ossessione. Bevevo da solo, ovunque: a casa, al ristorante, dopo gli allenamenti e dopo le partite. Il calcio per me era una valvola di sfogo, solamente in campo riuscivo a staccare. Poi tornavo a casa e mi ubriacavo da solo. Ero entrato in un loop da cui non riuscivo a uscire”.

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Nemmeno andando via da Milano la situazione è migliorata.

“I dirigenti dissero ai miei procuratori di portarmi lontano da Milano e dall’Italia: ero diventato ingestibile. Purtroppo, però, anche quando sono andato via non è cambiato niente. Ho toccato il fondo. Ho una frase tatuata, l'ho scritta io stesso: 'Ho paura della morte e del carcere' e, senza saperlo, vivevo in un carcere da condannato a morte. Ho rischiato più volte di togliermi la vita, ero fuori controllo. La depressione e l’alcol sono due mostri che ti trascinano all’inferno”.

(Gazzetta dello Sport)

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