FC Inter 1908 News Interviste D'Ambrosio: "All'Inter si parla sempre di cosa non va. Chivu preparato, fidatevi di lui"

D'Ambrosio: "All'Inter si parla sempre di cosa non va. Chivu preparato, fidatevi di lui"

Andrea Della Sala
Le parole di D'Ambrosio intervistato da La Gazzetta dello Sport in vista della gara con lo Shakhtar

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex difensore dell'Inter Danilo D'Ambrosio ha parlato della sfida con lo Shakhtar e del momento della squadra di Chivu:

D’Ambrosio, se sente la parola “Shakhtar” a cosa pensa?

«Semifinale di Europa League 2020: Inter-Shakhtar 5-0, doppiette di Lautaro e Lukaku, più un gol mio, il più importante della carriera. Ricordo l’adrenalina e la stranezza di quelle partite a porte chiuse. In quei giorni eravamo sempre insieme: ci siamo uniti e abbiamo messo le basi per il futuro. Giocare semifinali e finali, anche senza vincere, ti dà autostima, l’Inter così forte in Europa vista negli ultimi anni è nata allora».

Da quella partita sono rimasti solo Lautaro, Bastoni e Barella. Cosa non è cambiato?

«La mentalità del gruppo, sempre la stessa nonostante i tecnici cambiati. Questa squadra sa che niente è scontato in Europa e lo capimmo anche noi l’anno dopo, quando lo Shakhtar ci eliminò dalla Champions: oggi come allora, gli ucraini sono organizzatissimi e con tanti brasiliani di qualità. Bisogna stare attenti, ma Chivu è molto preparato e meticoloso».

Che cosa l’ha colpita di lui?

«Non siamo stati compagni per poco, ma l’ho visto lavorare alla Primavera. Allenare i ragazzi gli è servito a sviluppare dialogo e apertura. E poi mi piace la sua comunicazione: parla da vincente, ha personalità. Anche i campioni lo percepiscono».

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Chivu ha dato all’Inter uno stile aggressivo, ma così la difesa si espone troppo?

«La strada per l’equilibrio la troveranno allenatore e giocatori insieme: i difensori di questa squadra sono fortissimi e per questo accettano l’uno contro uno. Si divertono, anche se a volte devi rincorrere. All’Inter si cerca sempre ciò che non va, ma resta un riferimento per il nostro calcio e troverà la via anche in Europa».

Bastoni, che lei conosce bene, ha definitivamente superato il periodo no?

«Ale è stato criticato, anche ingiustamente. La sua forza è stata rialzarsi e credere nel proprio valore: tanti altri sarebbero caduti. È un patrimonio dell’Inter e della Nazionale, nessuno dovrebbe dimenticarlo. Anche Barella riceve troppi attacchi al primo errore, ma ha capito di essere un leader. Dà l’esempio con i fatti. Per la maglia, i compagni e l’Inter dà l’anima».

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Senza Lautaro, qual è l’attacco migliore?

«Lautaro pesa perché trascina, ma gli altri sono forti. Pio e Thuram li conosciamo, ma guardate anche Bonny: a Bologna ha spaccato la partita. È vero che all’Inter non esistono riserve».

L’Inter vuole gli ottavi diretti, ma è a 0 punti: troppe aspettative schiacciano?

«Esistono le aspettative che ti danno gli altri e quelle che ti dai tu: le prime interessano poco. L’Inter non fa, comunque, la comparsa, ha le ambizioni di una big. Fallisci solo se queste aspettative le abbassi per paura o se non lotti. L’Inter, invece, impara dalle difficoltà. Adesso viene criticata in Europa, ma ho fiducia totale in questi ragazzi».

E lei oggi di cosa si occupa?

«Lavoro nel settore giovanile, seguo ragazzi fino alla Primavera assieme all’area “educational”. Ci sono professionisti per ogni materia, io porto la mia esperienza e i valori dell’Inter: non sarò stato un fenomeno, ma un bravo compagno sempre».

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