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fcinter1908 news interviste Inter-Palestra, l’ex allenatore: “Da mezzala a esterno, ecco perché. Modulo e salto in una big…”

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Inter-Palestra, l’ex allenatore: “Da mezzala a esterno, ecco perché. Modulo e salto in una big…”

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
Fioretto ha allenato il classe 2005 ai tempi dell'Atalanta nelle categorie Under 16, 17 e Primavera: le sue dichiarazioni

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Marco Fioretto, attuale responsabile del settore giovanile del Mantova, è stato allenatore di Marco Palestra all’Atalanta, nelle categorie Under 16, 17 e Primavera.

L'ex tecnico del classe 2005 ha parlato ai microfoni di Tuttosport, ricordando i trascorsi insieme. Pochi giorni fa lo stesso Palestra ha ricordato Fioretto e la mossa che gli ha cambiato la carriera: "Da ragazzino giocavo mezzala. È stato lui a cambiarmi la vita spostandomi sulla fascia".

Fioretto, ha ricevuto davvero un grandissimo attestato di stima dal giocatore:

"Mi ha fatto piacere quello che ha detto, che se ne sia ricordato, non era scontato, anche se onestamente non ne sono stato del tutto sorpreso perché Palestra è davvero un ragazzo speciale. Deve però essere chiarissimo che il merito di essere arrivato ora a certi livelli è solo suo, perché comunque è un calciatore forte".

Cosa ha visto in lui per portarlo da centrocampista a esterno?

"Giocava in mezzo al campo, possedeva una buona tecnica, però a volte nel traffico, soprattutto spalle alla porta, faceva un po' fatica negli spazi stretti. Secondo noi, perché poi è giusto parlare di staff, era un giocatore di talento, che se spostato sull'esterno avrebbe certamente reso. Intravedevamo in lui questa bella corsa, che allora era ancora priva di forza, ma si vedeva che sarebbe diventata sempre più efficace. Così per capire se si potessero valorizzare ancora di più le sue qualità, lo abbiamo spostato sulla fascia".


"Pensi che tutto iniziò forse anche per necessità, quasi per caso, vedemmo però come si trovasse a suo agio dopo aver preso le misure col ruolo. Inizialmente Palestra non ne era contentissimo, perché tante volte viene visto un po' come un ruolo di ripiego. Invece sono state esaltate le sue qualità: era più limitato negli spazi stretti in mezzo al campo, piuttosto che sull'esterno. Poi negli anni successivi il suo sviluppo fisico ha fatto il resto, questa bella corsa che aveva si è aggiunta alla forza. E un po' alla volta è stato sempre più efficace".

Sarebbe arrivato lontano a prescindere dal cambio ruolo?

"Era destinato ad arrivare, è chiaro che a volte magari il ruolo può facilitare il percorso, però si capiva potesse farcela. È un ragazzo intelligente, che si allenava ogni giorno fin da allora con un'applicazione e una determinazione incredibili".

Meglio in una difesa a 4, o esterno nel 3-5-2?

"Palestra è talmente completo che può fare entrambe le cose. Oggi può stare sia dietro in una linea a 4, sia agire come esterno di centrocampo, in 3-4-3, piuttosto che in un 3-5-2. Marco ha la capacità di usare entrambi i piedi quasi nello stesso modo, sa sterzare, non a caso è un calciatore che ha realizzato un sacco di dribbling nella Serie A di quest'anno. Poi è velocissimo, quando parte, accelera: può andare a destra, come a sinistra, può crossare con entrambi i piedi e possiede delle notevoli abilità tecniche".

Rischia di soffrire una valutazione così alta?

"Per come l'ho conosciuto io ha una forza di volontà incredibile, con quel giusto mix di personalità e umiltà al tempo stesso: è un ragazzo consapevole, con tanta voglia di migliorare, ma è anche conscio di avere determinate qualità. No, non soffrirà il passaggio in una grande squadra, che sia l’Inter o da qualche altra parte, ha le caratteristiche anche caratteriali per sopperire all’impatto e a questo eventuale cambiamento".