Jovetic: "All'Inter un casino: 3 presidenti e cambiammo 5 allenatori. De Boer? Lasciamo stare"
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante dell'Inter Stefan Jovetic ha parlato del suo passato in nerazzurro
«Firenze, che sogno. Corvino anticipò la concorrenza di tante squadre, tra cui la Juventus. I bianconeri mi contattarono e io dissi “no grazie”. Successe pure un paio d’anni dopo, non lo avrei mai fatto ai fiorentini. Prima, invece, mi aveva cercato anche l’Inter. Approcciarono con la mia famiglia in un parcheggio dopo un torneo giovanile concluso da miglior giocatore. Non se ne fece nulla, ci siamo ritrovati dieci anni dopo...».
È vero che Corvino ha riprovato a portarla in Italia negli anni?
«Sì, e quest’estate ci stava pure riuscendo. Eravamo abbastanza avanti con il Lecce, a me sarebbe piaciuto tornare in Serie A. Per di più in una piazza del genere. Però poi Pantaleo è andato via e non se ne è fatto nulla, peccato: ero stato anche allo stadio e a vedere le strutture del club».
Non mancarono anche gli attriti, però. Per esempio con Montella: come andarono le cose?
«Ho avuto più di 40 allenatori in carriera, capita di litigare. Montella a Firenze mi tolse la fascia, solo perché avevo deciso di andare via a fine anno. Io invece l’avrei onorata fino alla fine».
Andò al City. Scelta infelice?
«No. Ho vinto una Premier e una Coppa di Lega, ma non ero in me. Ero ossessionato dagli infortuni».
Poi l’Inter. Anche qui non mancarono le discussioni...
«Era un gran casino, avevamo tre presidenti. Cambiammo cinque allenatori in due stagioni. Il primo anno con Mancini ho fatto bene, il secondo sono finito fuori rosa senza motivo. Pioli non mi ha mai dato una spiegazione, De Boer... lasciamo perdere. Nemmeno lo considero. Spalletti, invece mi chiamò e mi chiese di avere pazienza. Non ne ho avuta, volevo giocare».
È vero che litigò anche con un paio di compagni?
«Mi presi con Guarin dopo una partita con la Lazio. Venne da me a muso duro e disse cose che non doveva dire. Con Icardi invece fu amplificata: litigammo in allenamento, cose che succedono».
Se si guarda indietro ha un rimpianto?
«Aver detto di no al Real dopo il secondo anno a Firenze. Volevo continuare a giocare e pensavo che ci sarei arrivato più avanti. Dieci giorni dopo mi sono rotto il crociato, ho perso una stagione intera, e da lì è iniziato il mio calvario...».
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