FC Inter 1908 News Interviste Kakà spiazza tutti sull'Inter: "È la squadra da battere, ma non sarà una corsa in solitaria"

Kakà spiazza tutti sull'Inter: "È la squadra da battere, ma non sarà una corsa in solitaria"

Andrea Della Sala
Le parole dell'ex giocatore del Milan sulla stracittadina di questa sera contro l'Inter

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex brasiliano del Milan Kakà ha parlato della grande sfida di questa sera contro l'Inter

Che cosa ricorda del suo primo derby?

«Gol di testa su cross di Rino Gattuso. È stato anche il mio primo gol con la maglia del Milan. Fantastico. La città vive questa partita in modo speciale, fra i ricordi logicamente metterei il derby di Champions League nei quarti di finale. Bellissima anche la rimonta dal 3-2».

A proposito di amici, che cosa pensa della vicenda di Paolo Maldini e Leonardo con la Nazionale?

«Sono meravigliato per il poco tempo passato prima delle loro dimissioni. Da lontano è difficile giudicare, credo però che sarebbe stato un bene per il calcio italiano avere persone così competenti alla guida, spero che l’Italia riprenda presto il suo posto. Ci sono da gestire tante cose, dai vivai in poi. Mi vedo spesso con ex giocatori che vivono in Italia e chiedo, mi informo. L’Italia al Mondiale è un bene per tutto il calcio. E poi il mio legame con l’Italia è fortissimo, cerco di tornare almeno una volta all’anno, se riesco anche di più. Negli ultimi anni abbiamo visitato le città d’arte, Firenze, Venezia, ma anche i laghi, Capri, il mare. E la Sardegna è meravigliosa».

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Torniamo al calcio. Stupito del crollo del Milan nella scorsa stagione?

«Credo che tutti i tifosi si aspettassero la qualificazione in Champions League. È stato un calo fisico, mentale? Forse un po’ tutto. Quando la fiducia comincia a mancare, tutto cambia. Adesso però bisogna puntare a tornare nell’Europa più bella. La Champions è speciale».

Le piace questo Milan?

«È in costruzione. Per sette anni è stato il Milan di Leao, un grande sul quale si puntava tanto, adesso è diverso, la squadra è un collettivo con volti nuovi e due maestri: Modric resta il cervello, poi c’è Rabiot. E Ramos è un bomber. Ci vorrà un po’ di tempo per assemblare, importante è puntare sempre in alto, anche in Europa League».

Che tipo di rapporto aveva con gli interisti?

«Un rapporto di grande rispetto. L’Inter mi ha fatto crescere tantissimo perché io ho sempre guardato la competizione come una cosa che mi fa crescere, quindi le partite contro l’Inter o contro la Juventus le vedevo come partite importanti, e io dovevo prepararmi bene perché la squadra era fortissima, gli avversari erano fortissimi. Però con i brasiliani dei miei tempi, Maicon, Julio e gli altri, c’era amicizia. E anche con gli argentini: tanti altri erano e restano amici, come Materazzi».

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Come vede l’Inter in questa serata che per lei sarà speciale?

«È il club che sta facendo ancora bene dopo la scorsa stagione. Squadra da battere, ma noi milanisti possiamo farlo già in questo derby. Chivu come allenatore è stata una bella sorpresa, all’inizio l’Inter non giocava bene, poi ha corretto il tiro. Ma non direi che per lo scudetto si tratti di una corsa in solitaria come pensate in Italia: vedo la partita aperta e la strada per lo scudetto ancora di più. Il campionato è lungo. Però il Milan deve puntare ad essere consistente, deve trovare continuità: finora aveva fatto meglio in campionato che in Europa, ci saranno dei momenti di calo delle altre e bisognerà approfittarne».

Torniamo al derby. Uomini decisivi?

«Modric e Rabiot che sono maestri, riescono a gestire e a dare il ritmo. Pulisic mi incanta per la sua intelligenza nel gioco, Gonçalo è un bomber. Nell’Inter che dire, è una squadra consistente, solida e i pericoli sono tanti».

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