Kempes: "Lautaro è grande. Si merita tutto. L'Inter il club della sua vita. È nato per..."
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mario Kempes ha speso belle parole nei confronti di Lautaro Martinez. "Si merita tutte le gioie del mondo", esordisce El Matador che torna sul gol del Toro all'Inghilterra. "È un gol che nessuno dimenticherà mai. Né Lautaro, perché non si segna spesso in una semifinale della Coppa del Mondo, né il popolo argentino, che continua a vivere momenti di felicità incredibile. Qui negli Stati Uniti vedi maglie albiceleste in ogni città: sembra di stare in casa, i giocatori sentono questo amore".
Aveva già segnato in un paio di semifinali di Champions, ma questa rete Mundial eleva l’interista in un’altra dimensione?
«Niente è come la Coppa del Mondo, niente dà simili emozioni e visibilità, ma Lautaro stava già nel gruppo dei migliori attaccanti del mondo per tutto quello che aveva fatto prima, con l’Inter, il club della sua vita, e con la nazionale. Ricordiamoci che aveva già deciso una Coppa America e che a Milano, da straniero, si è guadagnato la fascia da capitano. Questa rete è solo una conferma della grandezza di questo attaccante».Dobbiamo aspettarcelo di nuovo in panchina nella finale delle finali?
«Non lo so, il sistema di Scaloni prevede Messi con un altro attaccante, Julian Alvarez o lo stesso Lautaro. Ma, per come è fatto il calcio adesso, anche iniziare dalla panchina può risultare decisivo. La bravura di Lauti in semifinale sta nell’essere entrato con un atteggiamento giusto, anzi perfetto».Nella contrapposizione dei centravanti di questa epoca, lei da che parte sta? Chi è più utile alla causa, Lautaro o Julian?
«Non ci penso e, soprattutto, non vedo un problema, proprio perché sono due attaccanti che fanno il bene della Selección e di Messi, l’uomo che rende più semplice il lavoro per tutti».
Da centravanti come li descriverebbe?
«Lautaro è più uomo d’area, nato per il gol. Julian è più un costruttore, ma sa punire le difese. Entrambi hanno colpi straordinari, come dimostrano i gol all’Egitto e all’Inghilterra. Sono pur sempre campioni del mondo e spero che diventino... bi-campioni. Scaloni ha la fortuna di poter scegliere in base alla partita, ma mi rendo conto che questa sfida sia diversa da tutte le altre».Se potesse vedere l’interista un attimo prima di scendere in campo, cosa gli direbbe?
«Di essere se stesso, il Toro. Di fare quello che ha sempre fatto. I giocatori diventano grandi quando riescono a vivere le partite decisive come se fossero gare qualsiasi. Lautaro ha dimostrato tante volte di avere questo carattere».Che finale si immagina?
«Speriamo ci sia spettacolo e non sempre succede. Si affrontano due grandissime nazionali: la Spagna ha avuto un percorso più comodo, noi abbiamo sofferto tantissimo, ma questo ci ha temprato. Mi aspetto una sfida molto equilibrata. Sarà fondamentale capire chi controllerà di più il possesso e porterà la pressione più alta: sa farlo bene pure l’Argentina, non solo la Spagna. Diciamo che è potrero contro tiki-taka . Imprevedibilità che nasce sulla strada contro organizzazione: difficile annoiarsi».(Gazzetta dello Sport)
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