FC Inter 1908 News Interviste Klinsmann: "Esposito ricorda Haaland, deve giocare. Matura coi gol, sarà dura per Thuram"

Klinsmann: "Esposito ricorda Haaland, deve giocare. Matura coi gol, sarà dura per Thuram"

Andrea Della Sala

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Della prestazione di Esposito e della nuova Inter di Chivu ha parlato l'ex attaccante nerazzurro Jurgen Klinsmann a La Gazzetta dello Sport:

«Io non ricordo di aver mai segnato di tacco, quello che ha fatto Pio è stato molto bello. Ma a parte il gol, ha un potenziale enorme».

A che punto è il processo di maturazione di Esposito?

«Ha ancora molto margine di crescita. E si cresce con i minuti, con il campo, anche ritagliandosi qualsiasi spazio possibile. Sono contentissimo che abbia spazio in questo momento. Detto da attaccante, si cresce buttandola dentro, si matura con il tempo e con i numeri. I giovani devono giocare, devono avere anche la possibilità di sbagliare, perché anche sbagliando si diventa grandi. È anche una questione di cultura, di filosofia, e in Italia sotto questo aspetto siete un po’ indietro».

In che senso?

«Purtroppo date troppo poco tempo ai giovani, in generale. Meno male che Pio è un’eccezione, la gente vede che quando lo metti in campo fa bene. Haaland a 17-18 anni era già titolare. Esposito un po’ lo ricorda».

Che qualità le piacciono di più?

«È bravo con i due piedi, nell’occupazione dell’area e pure nel collegamento con i compagni. Smista palla a destra e sinistra, fa parte del gioco e poi segna. Pio è un numero nove tipico. Gli attaccanti vengono sempre poi misurati con i numeri, con i gol. In tutta la loro esistenza. Per un numero nove conta solo segnare. Quando finisci la carriera ti chiedono sempre quanti gol hai fatto. Noi centravanti viviamo per il gol, per tutta la vita. Ancora oggi quando gioco con gli over 55, 11 contro 11, voglio fare gol e basta».

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Come può migliorare Esposito?

«Quando maturi migliora il senso tattico e la capacità di leggere la partita. Diventi anche più raffinato nel tocco. Pio ha ancora spazio per svilupparsi e sarà bello perché si vedrà crescere negli anni».

Sta giocando al posto di Thuram, reduce da infortunio. Può rubargli la maglia?

«Per la Champions servono tutti, assolutamente. Lautaro è un punto fisso, è il leader e il capitano. Spero che Marcus e Pio trovino entrambi spazio per farsi vedere e avere ritmo. Se l’Inter vuole fare strada in Europa servono tutti due. Ma sarà dura per Marcus ora trovare spazio perché se Pio continua così non puoi lasciarlo troppo in panchina, lui è il futuro dell’Inter e dell’Italia».

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L’Inter ha una rosa più di qualità, con quali prospettive?

«Questa rosa può permettere di cambiare anche il sistema, a volte. Non solo 3-5-2, con Spence o Bisseck a destra puoi giocare a 4 dietro, inutile tenere tre centrali quando gli altri hanno una sola punta. E con due attaccanti centrali come Lautaro e Pio o Thuram puoi fare il 4-4-2. Anche le ali ci sono. In Champions così puoi sorprendere giocando in un altro modo, perché tutte le migliori conoscono ormai l’Inter a memoria, variare fa bene».

Chivu può incontrare anche difficoltà nella gestione di un gruppo dove possono esserci degli scontenti?

«Lo spogliatoio si gestisce da solo, decide fino a che punto i giocatori vogliono vincere. Chivu è una bravissima persona e allenatore, ma non è in campo. Rispetto, grinta e volontà vengono decise dai giocatori. Inter troppo favorita? Spero in un bel campionato di tutti, anche se l’Inter è favorita. Ma il dovere dell’Inter è la Champions da onorare contro squadroni come Psg, City o Bayern. L’Inter deve fare una bella Champions».

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