Mauro: "Italia, con Guardiola hanno fatto tutti una brutta figura. Su Pirlo..."
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Massimo Mauro ha commentato le ultime vicende sul futuro della panchina della Nazionale
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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Massimo Mauro ha commentato le ultime vicende sul futuro della panchina della Nazionale. Ecco le sue parole:
La prima impressione di Massimo Mauro alle parole di Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo?
Mi ha spiazzato il tempo che hanno chiesto... Il fatto che avessero pensato a Guardiola mi aveva convinto che fossero consci della fretta che ha l’Italia nel doversi qualificare alle competizioni più importanti. Aspettare otto anni che significa?».Con Guardiola hanno fatto tutti una brutta figura: prendere Guardiola e dire che ci vogliono otto anni è un controsenso. È stata una brutta figura perché tutti sapevamo che Pep non avrebbe allenato. Non parla a vanvera: se ha detto che non allenerà, è così. Si poteva evitare».
Qual è un orizzonte verosimile?
Bisognerebbe capire il progetto... Malagò è l’uomo giusto perché ha fatto il presidente del Coni ed è nella politica sportiva da una vita: sono convinto che abbia le capacità per sedersi al tavolo con la Serie A e la Serie B, che tra l’altro sono stati i suoi sponsor principali, e mediare per la Nazionale. Serve più tempo per i giocatori e per l’allenatore, più investimenti sugli italiani... Se viviamo ancora questa contrapposizione tra gli interessi dei club e quelli della Nazionale, non andiamo da nessuna parte e non saremo mai protagonisti».Sta per arrivare Andrea Pirlo...
È la grande scommessa: ha fatto bene alla Juventus e purtroppo è stato mandato via, poi ha fatto altre esperienze. Mancini invece è l’ultimo che ha vinto in Nazionale: sarebbero stati tutti e due degni di allenarla».E Antonio Conte?
Lui andava benissimo. Dà garanzia di impegno e lavoro, è ciò che ci vuole: gente che abbia voglia di lavorare per avere una Nazionale degna di questo nome».Come incideranno Maldini e Leonardo?
Nell’esperienza, nel riconoscere il talento e la capacità di stare a certi livelli. E poi bisogna interloquire con le componenti federali, di Serie A e Serie B. Insisto: bisognerebbe far sedere al tavolo i maggiori responsabili del calcio italiano e chiedere: “Ci interessa la Nazionale all’Europeo o al Mondiale?”. Non credo che qualcuno possa dire di no: allora facciamo un programma per consentire all’allenatore e ai dirigenti di lavorare nell’interesse della Nazionale».(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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