Mauro: "Juve, mancano personalità e appartenenza: guardate l'Inter! Come ai tempi di Moratti..."
Intervistato dal Corriere dello Sport, Massimo Mauro, ex centrocampista della Juventus, ha analizzato il difficile momento dei bianconeri
Scegli FcInter1908 come tuo sito preferito su Google: clicca qui
Intervistato dal Corriere dello Sport, Massimo Mauro, ex centrocampista della Juventus, ha analizzato il difficile momento dei bianconeri. Ecco le sue dichiarazioni:
�Guardate cosa ha fatto Marcus Thuram con l’Inter nella partita contro la Fiorentina: sembrava dire ai compagni: “date la palla a me che ci penso io” - dice l’ex centrocampista di Juve e Napoli -. Questi sono i giocatori che hanno un’identificazione con la propria squadra e società. Alla Juventus tutto questo non c’è: manca completamente il senso di appartenenza».
Come mai secondo lei?
�Intanto lo spogliatoio è una torre di Babele che mi ricorda le critiche che si facevano sull’Inter di Moratti. Poi c’è un gruppo di giocatori che in campo quando la palla ce l’ha il compagno si nasconde. Contro il Genoa ho visto solo un calciatore che una volta si è assunto la responsabilità di rischiare: Kolo Muani, quando ha dribblato due avversari e ha messo il pallone in mezzo. Il resto è stata una cosa imbarazzante».In un certo senso anche Bremer e McKennie sembrano pensarla come lei, visto che, dopo le ultime due sconfitte, hanno rimproverato ai compagni mancanza di intensità e carattere...
�Quando si innesca lo scaricabarile in uno spogliatoio vuol dire che la situazione è parecchio complicata: io credo che, in momenti come questi, i calciatori, siano essi il capitano o l’ultimo della rosa, dovrebbero stare zitti e a parlare dovrebbero essere soltanto la società e l’allenatore. Poi, McKennie dovrebbe andare a rivedersi pure le partite che giocava l’anno scorso... Forse, bisogna ammettere che tutti, da noi commentatori ad allenatori e dirigenti, abbiamo sopravvalutato alcuni giocatori».Non ha funzionato neanche il cambio di modulo...
�Se in campo non metti intensità, hai il passo felpato, non hai voglia di arrivare prima dell’avversario sulla palla, saltare più in alto di testa o vincere un contrasto, i moduli restano solo numeri. Il problema è che lo spogliatoio non è più juventino e l’esempio opposto dell’Inter lo conferma: Chivu nell’intervista dopo la partita contro la Fiorentina parla del rigore non dato, quindi difende la maglia. Alla Juve, invece, non litiga più nessuno: ormai è un posto dove le avversarie passano e possono vincere senza disturbi. E questo perché i calciatori vanno piano e non picchiano più degli altri. Ma la responsabilità è anche di chi non ha saputo rinnovare negli anni la grande Juve».(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Caricamento raccomandazioni...