FC Inter 1908 News Interviste Biasin: “Inter, il derby fa paura dopo quel 22 aprile”. Ranocchia: “Senza Lautaro pesa”

Biasin: “Inter, il derby fa paura dopo quel 22 aprile”. Ranocchia: “Senza Lautaro pesa”

Alessandro De Felice
A Pressing il confronto sulla stracittadina: i nerazzurri vogliono interrompere una serie negativa che dura dal 22 aprile di due anni fa

Manca sempre meno al derby Milan-Inter. Il focus delle due squadre è sul turno infrasettimanale, prima di concentrarsi sulla stacittadina in programma sabato sera 31 ottobre a San Siro.

Nel corso della trasmissione in onda su Mediaset, 'Pressing', il giornalista Fabrizio Biasin e gli ex calciatori Andrea Ranocchia e Filippo Galli parlano proprio del match tra i rossoneri di Amorim e i nerazzurri di Chivu.

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Biasin e Ranocchia sul derby Milan-Inter

Biasin: “Il derby fa paura nella misura in cui, da quel famoso 22 aprile di due anni fa, l'Inter non è più riuscita a vincere un derby. Tante volte si è fatta fregare da un racconto che poi sul campo si è trasformato in qualcos'altro. Si dice sempre che l'Inter sia favorita nel derby, da tanto tempo a questa parte, e poi Allegri l'anno scorso è stato molto molto bravo, tutte le volte, a trovare la chiave giusta. Io credo che in questo momento l'Inter, oltre ad avere il suo obiettivo ben chiaro, cioè provare a rivincere lo scudetto, voglia anche uscire da questa cosa del derby che non si vince più”.

Ranocchia “Sì, quello sì. Ma l'Inter è favorita. Se metti le due squadre in questo momento, l'Inter è favorita. Il fatto che non ci sia Lautaro pesa, perché è un giocatore che, quando non c'è, è pesante. Sarà importante anche la gestione del turno infrasettimanale, perché poi devi giocare durante la settimana una partita che comunque vale tre punti”.

Galli: “Il Milan, se noi andiamo a vedere i numeri, è la terza difesa e il quarto attacco. Quindi è vero che i numeri non vogliono dire tutto e niente, però… E soprattutto è una squadra che dimostra che si possono prendere anche meno gol se si fa un calcio differente da quello che è, come posso dire, un calcio al risparmio, un calcio difensivo. Poi a volte si riesce, a volte non si riesce. Capitano quei momenti, come col Benfica, piuttosto che con il Bournemouth, e si cade pesantemente”.

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